{"id":965,"date":"2024-12-17T08:49:21","date_gmt":"2024-12-17T07:49:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/consigliopresbiteralediocesano\/?p=965"},"modified":"2024-12-17T08:49:21","modified_gmt":"2024-12-17T07:49:21","slug":"migliorare-la-qualita-delle-messe-ci-vogliono-consapevolezza-nei-fedeli-e-credibilita-in-chi-presiede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/consigliopresbiteralediocesano\/x-mandato-news\/migliorare-la-qualita-delle-messe-ci-vogliono-consapevolezza-nei-fedeli-e-credibilita-in-chi-presiede-965.html","title":{"rendered":"Migliorare la qualit\u00e0 delle Messe? Ci vogliono consapevolezza nei fedeli e credibilit\u00e0 in chi presiede"},"content":{"rendered":"<p>La decima sessione del XII mandato del Consiglio presbiterale diocesano \u2013 tenutasi presso il Centro pastorale di Seveso tra luned\u00ec 2 e marted\u00ec 3 dicembre \u2013 ha avuto per oggetto di discussione \u00abLa trasmissione della fede nella celebrazione liturgica\u00bb. A seguito della consultazione delle Fraternit\u00e0 decanali del clero avvenuta tra ottobre e novembre, il documento preparatorio servito ai consiglieri per elaborare le mozioni da proporre all\u2019Arcivescovo si distingueva in due sezioni: la prima riguardante \u00abLa formazione liturgica del popolo di Dio\u00bb e la seconda \u00abL\u2019<em>ars celebrandi <\/em>del presbitero e del diacono\u00bb.<\/p>\n<p>Rispetto alla prima parte, una prima sottosezione si occupava della relazione dinamica fra partecipazione attiva, piena e consapevole. Tra le linee principali emerse nelle Fraternit\u00e0 decanali emergeva la necessit\u00e0 di un Gruppo liturgico che educhi la comunit\u00e0 parrocchiale o pastorale a incontrare il Mistero e di una formazione liturgica degli operatori pastorali (catechiste\/i su tutti): Tra gli altri elementi rilevati: dare valore a un \u201cministero dell\u2019accoglienza\u201d; Insistere sul rieducare al canto liturgico, attivando strumenti per sostenerlo e valorizzando i percorsi di formazione diocesani gi\u00e0 presenti; educare ai \u201csilenzi\u201d nella liturgia; avviare sperimentazioni significative (celebrazioni per giovani, preghiere dei fedeli spontanee, ringraziamento post comunione); toccare la dimensione affettiva ed emotiva delle persone, come gi\u00e0 avviene in celebrazioni per gruppi e momenti particolari (scout, campeggi, ritiri, comunit\u00e0 neocatecumenali, ecc), nelle quali si realizza il dettato conciliare su una partecipazione piena, consapevole, attiva, ma soprattutto di fede e fraterna. Occorre tradurre tutto questo in contesti ordinari.<\/p>\n<p>Una seconda sottosezione si occupava di spiegare, esercitare e approfondire il linguaggio della liturgia. Il documento suggeriva diverse polarit\u00e0 presenti: \u00e8 bene educare la gente al linguaggio liturgico o fare in modo che le celebrazioni liturgiche parlino il linguaggio della gente di oggi? Evidenziare il potere e il valore dei segni, oppure usare parole e gesti che non sono pi\u00f9 eloquenti (per assenza di sensibilit\u00e0, perdita di grammatica liturgica, \u201cantichit\u00e0\u201d del linguaggio)? Curare il \u201cbello\u201d o rassegnarsi all\u2019assenza di laici disponibili e poche forze in campo (soprattutto celebrazioni feriali)? Riguardo all\u2019Iniziazione cristiana, si \u00e8 constatato come sempre pi\u00f9 i bambini partecipano se \u201cprecettati\u201d: sarebbe quindi opportuno avviare sperimentazioni, ripensare un catechismo \u201cattorno alla Messa\u201d, valorizzare il cammino celebrativo proposto dal percorso <em>Con Te!<\/em> (materiali <em>online<\/em>). Da ultimo si proponeva di valorizzare le celebrazioni liturgiche di sacramenti e sacramentali e la celebrazione della Liturgia delle Ore con il popolo.<\/p>\n<p>La seconda parte relativa all\u2019<em>ars celebrandi<\/em> rimarcava come chi presiede \u00e8 determinante per la qualit\u00e0 della celebrazione: va percepito come una persona che crede e prega e occorre che emerga il legame fra celebrazione e vita\/umanit\u00e0 di chi presiede. Si \u00e8 messo in guardia dal rischio e dalla tentazione del protagonismo (al centro c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 Cristo) e si \u00e8 insistito sulla cura dell\u2019omelia, anche attraverso la preghiera e il lavoro comune fra presbiteri (spesso per i fedeli \u00e8 il punto di partenza per valutare una celebrazione: forse perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unica parte che intercetta la vita? Allora gli altri gesti non dicono niente?). Infine \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di formare il clero agli attuali testi liturgici e alla \u201cteologia della liturgia\u201d, e non alle semplici rubriche<em>.<\/em><\/p>\n<p>Dopo un primo scambio assembleare, divisi in tre gruppi, i presbiteri si sono confrontati relativamente ai temi di queste tre sezioni del documento, cos\u00ec da presentare, in serata, alcune mozioni che potessero aprire alcuni cammini sottolineando attenzioni prioritarie necessarie per l\u2019oggi e proponendo indirizzi da seguire.<\/p>\n<p>La seconda giornata del Consiglio si \u00e8 invece preoccupata di introdurre l\u2019assise di maggio sul tema della riconciliazione sacramentale, aiutati dalle relazioni del teologo don Pierpaolo Caspani e del Penitenziere maggiore del Duomo monsignor Fausto Gilardi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La decima sessione del XII mandato del Consiglio presbiterale diocesano \u2013 tenutasi presso il Centro pastorale di Seveso tra luned\u00ec 2 e marted\u00ec 3 dicembre \u2013 ha avuto per oggetto di discussione \u00abLa trasmissione della fede nella celebrazione liturgica\u00bb. 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