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Redazione Diocesi

Nei paesi del Sud del mondo molte malattie curabili causano gravi epidemie a causa della povertà diffusa e della scarsa disponibilità di cure sanitarie: un miliardo e trecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, mentre circa due miliardi di persone non hanno accesso alle cure.

La povertà ha molte facce: malnutrizione (per insufficiente qualità oltre che quantità del cibo), mancanza di istruzione, sfruttamento, disordine sociale, discriminazione, criminalità, corruzione.

In queste condizioni la popolazione è maggiormente esposta alle malattie; coloro che si ammalano tendono a diventare sempre più poveri, si nutrono sempre meno e sempre peggio.
Povertà e malattia creano un circolo vizioso dal quale è molto difficile uscire e che conduce alla morte dei singoli e al progressivo impoverimento della società. Migliorare le condizioni di salute nei Paesi in via di sviluppo significa invece interrompere questa spirale di morte e innescare un circolo virtuoso, nel quale il miglioramento della salute significa più possibilità di lavoro, maggiori risorse economiche, migliori condizioni di vita, e ulteriori effetti positivi per la salute.

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