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Redazione Diocesi

Quasi duemila i pellegrini ambrosiani che hanno assistito in Piazza San Pietro al rito della canonizzazione e alla celebrazione eucaristica .
Erano le 10.34 quando il Papa, rispondendo in latino al prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi card. José Saraiva Martins che glielo chiedeva, diede l’ordine (“Decernimus”) di iscrivere i sei beati “nell’albo dei santi” perché «in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati».
Il lungo applauso che ne seguì riportava al Papa la gioia e l’apprezzamento di chi già li venerava da tempo, come santi, nel segreto del cuore. Poi, il canto del “Gloria” ha introdotto l’assemblea alla celebrazione eucaristica.
Tra i molti concelebranti, a onorare Santa Gianna c’era il fratello don Giuseppe (prete diocesano di Bergamo), il cardinale Tettamanzi, il vescovo Diògenes Silva Matthes, il vicario episcopale della IV zona pastorale, mons. Franco Monticelli, i parroci di Magenta e di Mesero.
Nuova esplosione di applausi durante l’omelia, ogni qual volta il Santo Padre sottolineava le virtù dei singoli santi. Di Santa Gianna, il Papa ha sottolineato che «fu semplice, ma significativa messaggera dell’amore divino» e che come madre di famiglia «sull’esempio di Cristo, che “avendo amato i suoi li amò sino alla fine”, si mantenne eroicamente fedele all’impegno assunto il giorno del matrimonio. Il sacrificio estremo che suggellò la sua vita terstimonia come solo chi ha il coraggio di donarsi totalmente a Dio e ai fratelli realizzi se stesso ».
All’offertorio, suor Virginia, canossiana e sorella di Gianna, ha portato in dono a Giovanni Paolo II un calice e una patena. A fine messa, il Papa si è intrattenuto con i familiari della santa, in particolare con Gianna Emanuela, la figlia nata per l’amore di sua mamma, e con il marito Pietro Molla.

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