«Tre paesi, tre chiese parrocchiali, una sola comunità pastorale con il parroco a fare da collante»: così don Valentino Viganò sintetizza la realtà di Sormano, Caglio e Rezzago, in Vallassina. Nei giorni feriali una messa a rotazione; oratorio unico gestito da 20 mamme

di Enrico VIGANÒ

Don Valentino Viganò

«Tre paesi, tre chiese parrocchiali, una sola Comunità pastorale con il parroco a fare da collante». Don Valentino Viganò, parroco di Madonna di Campoè, così sintetizza la realtà di Sormano, Caglio e Rezzago, i tre paesi della Vallassina che sorgono nell’anfiteatro dei Monti di Sera, sulla dorsale sud del monte Palanzone. La popolazione di questo luogo privilegiato di villeggiatura per i week-end dei milanesi, che qui hanno la loro seconda casa, non raggiunge d’inverno i 1500 abitanti, ma d’estate arriva anche a 8 mila.
La Comunità Madonna di Campoè, costituitasi due anni fa, sembra aver superato in modo egregio le comprensibili difficoltà dei primi mesi di rodaggio. La realtà che si è presentata a don Valentino quando da Busto Arsizio è stato destinato ai Monti di Sera, era quella di tre parrocchie con 14 chiese, 9 messe festive da celebrare, tre oratori da gestire e anche 34 bollette dell’Enel da pagare ogni mese. Una realtà non facile, decisamente. Ma a don Valentino non è mai mancato l’ottimismo e l’entusiasmo, caratteristiche proprie dei giovani preti.
Naturalmente ha dovuto introdurre cambiamenti, per esempio ridurre le messe. Nei giorni feriali celebra una sola Messa a rotazione nelle tre chiese. Ha introdotto la messa prefestiva al Santuario di Campoè, dove viene venerata da 500 anni un’artistica immagine della Madonna del Latte: il prossimo 5 luglio si concluderanno i festeggiamenti dell’anniversario con l’incoronazione della Vergine.
Gli oratori, da tre, sono diventati uno: «È localizzato a Sormano – dice don Valentino -. Tutti i pomeriggi della domenica vi è il catechismo per i ragazzi, anche per quelli che si preparano alla comunione e alla cresima». L’oratorio è gestito da un gruppo di 20 mamme. Così pure tutte le attività, gli ambienti, le varie iniziative della Comunità pastorale hanno un responsabile. «Questo mi permette di dedicarmi alla pastorale con maggior serenità – spiega don Valentino – e di spostarmi nei vari paesi per le celebrazioni, sapendo che nelle tre chiese tutto è già pronto, dai canti, ai chierichetti, al messale».
Ma sono maggiormente i ragazzi ad aiutare don Valentino ad amalgamare la Comunità. Ogni due mesi, i ragazzi delle elementari, delle medie e delle superiori, che fanno parte dei gruppi dei chierichetti e del coretto, a turno, si ritrovano in canonica a Rezzago e trascorrono una settimana insieme. Arrivano alla sera del lunedì, cenano e pregano insieme, poi dormono sotto lo stesso tetto, da soli, senza la mamma. Al mattino, vanno a scuola, per ritrovarsi ancora nel pomeriggio per fare i compiti. Sempre insieme, con la guida dei loro responsabili. È così fino a venerdì mattina, quando ciascuno torna a casa propria. «I ragazzi e le famiglie hanno accolto positivamente questa iniziativa – conclude il parroco -. Ma è anche tutta la popolazione che collabora. Il mio compito è quello di essere il loro punto di riferimento, di essere il collante di tutta la comunità».

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