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Redazione Diocesi

Monsignor Luigi Talamoni è testimone di attualissima vitalità , soprattutto per la sua esemplare figura di sacerdote. La sua dedizione alla carità operosa sino all’impegno amministrativo in qualità di consigliere comunale, la cura e la passione con cui si dedicò all’insegnamento, le lunghe ore trascorse nel confessionale in Duomo o impegnate ad ascoltare e soccorrere le persone che lo cercavano sono tratti costitutivi della sua personalità e della sua vocazione. L’ eroicità della sua virtù si è spesa così, anno dopo anno, nella vita quotidiana della sua città.

La gente comune era già convinta della santità di quel sacerdote instancabile, pronto ad adoperarsi per tutti, a tutti capace di offrire una parola di conforto o di recare un aiuto concreto.
Si è spesso ricordato che ai suoi funerali o in altre successive occasioni amici e avversari politici gli riconobbero unanimemente quella dimensione di santità che la grande prudenza della Chiesa attribuisce dopo un lungo e cauto itinerario di verifica. Fu innanzitutto la voce popolare a dichiararlo santo.

La felice conclusione del processo canonico che ha condotto Giovanni Paolo II a proclamarne la beatificazione ricorda a noi tutti – laici e sacerdoti – che la santità non è affare di pochi o d’altri tempi. La santità è la vocazione che ogni cristiano è chiamato a vivere nel suo tempo .

Infatti, quando la Chiesa proclama beato un suo figlio lo propone come modello di vita a tutti i cristiani. Tanto più a noi che viviamo nella stessa città nella quale Luigi Talamoni ha vissuto santamente pochi decenni fa.
Queste nostre vie e queste nostre case hanno conosciuto il suo amore misericordioso verso i sofferenti, il nostro Duomo fu il luogo dove per ore e ore è stato paziente ministro del perdono; le aule dell’attuale liceo Zucchi, per cinquant’anni lo hanno visto maestro ed educatore.

Sono tanti i capitoli della vita di monsignor Luigi Talamoni che meritano una attenta conoscenza da parte nostra: l’insegnante del seminario, lo studioso di storia, il confidente dei peccatori, il soccorritore di ogni miseria, il consigliere prudente e saggio di ricchi e poveri; poi ancora Talamoni tra le aspre contese religiose del suo tempo e il fondatore delle Suore Misericordine.
Da ognuno di questi capitoli emergeranno modelli di vita cristiana. Anche dai tanti anni che lo videro sui banchi del consiglio comunale e dai verbali conservati dei suoi interventi verranno indicazioni e suggerimenti perché si possa comprendere che l’assumersi un impegno politico è una possibile forma di carità cristiana.

Se è dono del Signore la prossima beatificazione di monsignor Luigi Talamoni, lo sarà anche perché porta con sé richiami provocanti alle nostre posizioni di disimpegno e alla mediocrità del nostro vivere quotidiano.
Monsignor Leopoldo Gariboldi
Arciprete del Duomo di Monza

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