L’appello alle aziende per destinare l’equivalente dei doni all’iniziativa diocesana si concretizza con la realizzazione di un dépliant illustrativo, e di un biglietto e di un cartoncino solidale, sostitutivi in tutto o in parte del regalo

«In occasione del Santo Natale parte del valore del vostro pacco dono è stato destinato al Fondo Famiglia Lavoro. Vi ringrazio per aver sostenuto attraverso questa iniziativa i lavoratori colpiti dalla crisi». Queste parole, accompagnate dall’augurio e dalla firma autografa del cardinale Tettamanzi, campeggiano sul biglietto natalizio destinato ai dipendenti delle aziende che decideranno di aderire alla proposta diocesana di devolvere l’equivalente del pacco o dei regali al Fondo per aiutare chi ha perso il lavoro.
A due anni dal varo nella notte di Natale 2008, il Fondo è ormai arrivato a sfiorare il “tetto” dei nove milioni di euro raccolti. E ora parte l’operazione Natale 2010, concretizzata in un biglietto, in un cartoncino e in un dépliant illustrativo (allegati nel box a fianco).
«Credo che questa scelta si inserisca nella prospettiva che il nostro Cardinale ha proposto fin dall’istituzione del Fondo – sottolinea monsignor Eros Monti, vicario per la Vita sociale della Diocesi -, vale a dire l’attenzione agli aspetti etici, relazionali, di solidarietà intrinsecamente connessi a questa iniziativa. In questo senso, la scelta deliberata di lavoratori che decidono di rinunciare a un segno atteso e significativo qual è il tradizionale pacco dono natalizio, a favore di altri che non dispongono attualmente della risorsa del lavoro, mi pare unisca al contributo effettivamente versato il valore di un gesto di condivisione del disagio altrui che nel contesto del Natale assume una tonalità di particolare valore».
Il segretario generale del Fondo Luciano Gualzetti aveva anticipato questa iniziativa qualche mese fa, secondo due modalità: «Diciamo alle aziende: potete devolvere al Fondo l’intero pacco dono e dare ai dipendenti un biglietto di augurio, oppure inserire in un pacco dono, che comunque rimane, un cartoncino con il quale si dice che parte del valore del pacco è stato devoluto al Fondo».
La proposta nasce da una constatazione: «Le aziende fanno queste iniziative di augurio ai propri dipendenti – spiegava ancora Gualzetti -: quindi è condivisa tra i lavoratori e le ditte la volontà di rinunciare a questo per aiutare le persone in difficoltà tramite il Fondo». E comprende la possibilità di promuovere dibattiti nei luoghi di lavoro. «Noi del Fondo siamo disponibili ad andare nelle aziende che fanno questa iniziativa, magari quelle più grandi, per spiegare ai lavoratori il senso del Fondo. Quindi si possono immaginare forme di sostegno, di vicinanza e di scambio di questo tipo, non solo il bigliettino, ma anche un momento di riflessione».
Le aziende che vogliono aderire possono rivolgere all’Ufficio raccolta fondi Caritas Ambrosiana (via S. Bernardino 4, Milano – tel. 02.76037324 – offerte.ambrosiana@caritas.it)

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