Inaugurato lo scorso 16 dicembre al Santuario della Barona il Giubileo Familiare che culminerà il 17 dicembre in occasione degli ottant’anni dalla prima pietra. Un anno denso di proposte, tutte consultabili sul sito dedicato www.giubileo.org

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E’ iniziato l’Anno Santo presso il Santuario di Santa Rita da Cascia a Milano, con la concessione dell’Indulgenza plenaria. Un Giubileo tutto dedicato alla Famiglia con numerose proposte lungo tutto l’anno, consultabili sul sito www.giubileo.org. La prossima iniziativa è in programma per domenica 27 gennaio alle 11.30 con la Messa in occasione della Festa della Famiglia, seguita dal pranzo in condivisione; mentre il 17 febbraio (alle ore 17) ci sarà il Giubileo dedicato ai “sacerdoti – diaconi – ministri dell’eucarestia – animatori liturgia”.

Il 2019 è un anno particolarmente significativo per il Santuario della Barona, che festeggia gli ottanta anni dalla posa della prima pietra, i sessantacinque dalla sua consacrazione e i sessanta dall’istituzione come parrocchia. Per ricordare tutti questi importanti anniversari è stato avviato un cammino ricco di iniziative, che si concluderanno il prossimo 17 dicembre 2019. Un cammino incentrato sulla famiglia, prima di tutto la grande famiglia dei devoti di Santa Rita e dei tanti frequentatori del suo Santuario di Milano; una famiglia, dunque, che celebra un anno giubilare non universale ma per l’appunto «familiare», nella comunità parrocchiale, con la voglia di estendere questa esperienza a tutte le famiglie, così come fu il volere dell’iniziatore dell’opera del santuario, il card. Schuster.

Perchè un Giubileo famigliare
Il Giubileo è stato indetto per celebrare l’ottantesimo anniversario di uno dei luoghi più significativi della comunità cattolica, non solo milanese, ma europea. Il 17 dicembre 1939, infatti, il beato card. Ildefonso Schuster benediceva la prima pietra di quello che sarebbe stato il santuario di Santa Rita più grande d’Europa.
Il vescovo di Milano volle proprio i padri agostiniani a reggere il santuario dedicato alla santa agostiniana più nota e pregata al mondo. Seguirono i drammatici anni della guerra e per portare a termine la costruzione si dovette attendere il 2 maggio 1954, anno in cui lo stesso card. Schuster potè finalmente dedicare alla santa il santuario, con parole che vengono ricordate così «Vedo folle di giovani, donne e famiglie che accorrono a Santa Rita per imparare da lei la vita cristiana in famiglia…».
S. Rita fu l’ultima chiesa consacrata dal beato Arcivescovo.
La comunità di fedeli cresceva di pari passo con la popolazione e la periferia di Milano. La zona Barona, fatta di prati e cascine, divenne presto quartiere cittadino e la nuova popolazione necessitava di una casa “presso le case”: parrocchia. Fu il santo card. Giovan Battista Montini a conferire al santuario il titolo di parrocchia nel 21 ottobre 1959. Il 2019 è, dunque, un anno particolarmente significativo, ottantesimo anno dalla posa della prima pietra, sessantacinquesimo dalla consacrazione del santuario e sessantesimo dall’indizione della parrocchia.
Trascorsi tutti questi anni, riconosciamo che tanta fede è stata coltivata ed accresciuta a Santa Rita, ma anche tanta cultura. Con il santuario è cresciuto il quartiere Barona e il bene apportato dalla presenza dei padri agostiniani si è diffuso anche in senso civico e morale. Il Giubileo si propone quindi di riscoprire e rafforzare oggi i valori che il santuario ha contribuito a rafforzare nel tempo, per questo è stata portata avanti la richiesta al preposto ufficio vaticano, tramite l’arcivescovo mons. Mario Delpini che subito ha appoggiato l’iniziativa. Il giorno 28 novembre la penitenzieria apostolica rispondeva assicurando l’intenzione di concedere l’indulgenza plenaria come richiesto dall’Arcivescovo.

Come fare per ottenere l’Indulgenza
Sarà un anno di grazia perché consentirà a tanti di accostarsi al sacramento della Confessione e di lucrare l’indulgenza plenaria alle solite condizioni previste dalla Chiesa: essere battezzati, visita al Santuario, recita del Credo e di un Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni del Papa, Confessione e Comunione entro gli otto giorni precedenti o seguenti. Ogni fedele può acquisire le indulgenze per se stesso o applicarle ai defunti (CCC 1471). L’indulgenza plenaria consiste nella remissione totale della pena per i peccati commessi. La Confessione cancella la colpa ma non la pena. Per i meriti di Cristo e l’intercessione di Santa Rita possiamo essere liberati anche dalla pena e meritare così il Paradiso. È toccare con mano la misericordia di Dio che “non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva” (cfr Ez 33). 

Come mai a Santa Rita
Il titolo proposto per questo anno di Grazia è: «Giubileo familiare». La connotazione, dunque, è tutta sulla famiglia. Prima di tutto la grande famiglia dei devoti di Santa Rita e i tanti frequentatori del suo Santuario di Milano, una famiglia che celebra un anno giubilare non universale ma per l’appunto “familiare”, nella comunità parrocchiale. Ma immediatamente il pensiero si estende a tutte le famiglie, così come fu volere dell’iniziatore dell’opera, il card. Shuster. Qui, nella chiesa di Milano a lei dedicata e retta dai suoi confratelli agostiniani, Rita è particolarmente venerata e pregata quale patrona delle famiglie. La reliquia insigne che impreziosisce questa parrocchia ed è oggetto di venerazione di tanti fedeli è riconosciuta quale frammento del dito anulare, falange ove la santa portava l’anello e per questo, nel suo santuario di Milano, Rita sposa è invocata a patrocinio delle famiglie. In questo preciso periodo storico il Giubileo familiare diventa, dunque, opportunità concreta per riscoprire e rilanciare il primato insostituibile dei valori della famiglia, così come volle fortemente allora l’illuminato beato cardinale benedettino. Oggi ancor più di allora è cruciale ridare coraggio, speranza, dignità e potere alla famiglia e riscoprire i valori della riconciliazione in famiglia, ritrovare e riapprezzare vera e duratura pace con tutti i parenti, perdonarsi e rasserenarsi nei confronti di esperienze negative o ricordi oppressivi. L’anno di Grazia vuole essere un tempo concesso per guarire dal male e gioire del bene di ogni famiglia.

 

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