I quaresimali promossi dalla commissione cultura del decanato Cologno-Vimodrone

Locandina_Due giorni una notte

In occasione della Quaresima, la Commissione Cultura del Decanato Cologno-Vimodrone organizza una serie di serate a tema, partendo dalla domanda: “E’ancora possibile vivere il vangelo della misericordia oggi?”. Prossimo appuntamento, venerdì 11 febbraio alle 20.45, presso il Teatro S. Marco a Cologno monzese, con la proiezione del film “Due giorni, una notte” di Luc Dardenne. La pellicola racconta la storia di Sandra che, reduce da una forte crisi depressiva, rischia il licenziamento. Al momento di andare via, gli altri dipendenti riceveranno un bonus di 1000 € se voteranno per il suo licenziamento. Sandra si fa forza e ottiene che la votazione venga ripetuta, utilizzando il voto segreto. E’ il fine settimana, Sandra ha 48 ore di tempo per avvicinare e convincere i colleghi ad esprimersi in suo favore nella ripetizione del lunedì mattina. Una grande parabola civile e sociale, dove accanto a Sandra, che si incammina verso il futuro, ci sono tutti coloro che mettono comprensione, cuore e ragione davanti a piccoli e egoistici interessi individuali.
In allegato il programma

Presentazione dei Quaresimali a cura di don Giuseppe
Dovendo riparare un errore viene spontaneo ricorrere al passato e a ciò che una persona ha commesso. Al contrario la sfera del perdono conosce “solo” il presente e il futuro. Nel primo caso, ritornando nell’ambito della memoria e di quanto si è commesso di male nel tempo addietro, si entra nell’idea di retribuzione; in sostanza si valuta se il responsabile meriti o meno (e in che misura) una certa indulgenza. E’ invece nel dispiegamento del futuro, che incomincia nel presente, che fa capolino il perdono gratuito legato alla logica dell’amore. Inoltre, il perdono non va confuso con l’atto di “scusare”. Chi scusa vuole ridare senz’altro futuro a chi si presenta con un male a carico, considerando tuttavia il colpevole vittima di circostanze avverse e dei suoi stessi limiti. Il vero perdono, invece, è rivolto a chi è ‘senza scusanti’. Chi perdona genera dal profondo di sé una sorta di folle gratuità, un’esperienza più divina che umana. Cristo l’ha praticata affidandola ai suoi discepoli. Lo scandalo della misericordia!

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