Perchè la malattia? Perchè proprio a me? A Cucciago dialogo tra la dottoressa Marta Scorsetti (Direttore del Dipartimento di Radioterapia e Radiochirurgia, Istituto Humanitas di Milano) e don Tullio Proserpio (Cappellano dell’Istituto Tumori di Milano) che si trovano tutti i giorni ad affrontare queste domande da parte di persone credenti e non, aiuteranno a tentare delle risposte, a partire dalla loro significativa esperienza.

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Venerdì 1 febbraio alle 21, all’Auditorium del Centro parrocchiale Sant’Arialdo di Cucciago (Co), terzo appuntamento proposto dal Centro culturale Luigi Padovese sul tema “Costruire ponti”, particolarmente caro a mons. Bizzeti, successore di Mons. Padovese in Anatolia, che ha fatto del “costruire ponti” il punto focale della sua opera pastorale.
Si parlerà di “malattia” come possibilità di un incontro insieme a Marta Scorsetti (Direttore del Dipartimento di Radioterapia e Radiochirurgia, Istituto Humanitas di Milano) e don Tullio Proserpio (Cappellano dell’Istituto Tumori di Milano).

Costruendo ponti, si costruiscono speranze. Anche le nostre. Perché anche noi, tutti noi, prima o poi, ci imbattiamo nella malattia nel percorso di vita nostro o dei nostri cari.
E il terzo evento proposto non è una conferenza sulla malattia, ma la possibilità di aprirsi alla speranza.
Perché di fronte alla malattia, tanto di noi cambia: si possono ridimensionare problemi, valori a cui si era data troppa importanza, può cambiare la percezione del tempo e delle relazioni, possono sorgere domande, schiudersi ferite, nascere paure ….
Perchè la malattia? Perchè proprio a me? Da dove nasce la forza e la speranza per affrontarla?

La dott.ssa Marta Scorsetti e don Tullio Proserpio, che si trovano tutti i giorni ad affrontare queste domande da parte di persone credenti e non, aiuteranno a tentare delle risposte, a partire dalla loro significativa esperienza.

In particolare, don Tullio Proserpio ha partecipato a uno studio scientifico del 2012 dal titolo “Speranza nei malati di cancro: il dominio relazionale come fattore cruciale”, dove risulta che il 75,8 % degli intervistati ha dichiarato che ciò che dà loro speranza è il sapere di non essere soli nell’affronto della malattia, inoltre il 49,5 % di loro riconosce di essere aiutato dalla propria fede nel combattere la malattia e nel desiderare la guarigione.

Così, anche Papa Francesco nell’Udienza del 18 Maggio 2017:
«Anche la malattia può essere occasione di incontro, di condivisione, di solidarietà. Gli ammalati che incontravano Gesù venivano rigenerati anzitutto da questa consapevolezza. Si sentivano ascoltati, rispettati, amati. Nessuno di voi si senta mai solo, nessuno si senta un peso, nessuno senta il bisogno di fuggire. Voi siete preziosi agli occhi di Dio, siete preziosi agli occhi della Chiesa!»

 

L’incontro è organizzato in collaborazione con “ Il Sogno di Ale”, associazione ONLUS per la ricerca oncologica in ambito pediatrico nata a Cantù nel 2010: http://www.ilsognodiale.it.
Per approfondimenti : https://centroculturalepadovese.com

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