Questa sera alle 21 a Cesano Maderno dialogo tra un cristiano e un musulmano, spettacolo giunto a 1700 repliche

Pierre e Mohamed 3 - COPYRIGHT Carlo Brivio Emi
COPYRIGHT Carlo Brivio Emi

Una nuova replica per Pierre e Mohamed, il monologo teatrale dedicato alla vicenda di Pierre Claverie, vescovo di Orano, e di Mohamed Bouchikhi, giovane musulmano, amici e uccisi nello stesso attentato il 1° agosto 1996 in Algeria. Lo spettacolo andrà in scena lunedì 4 ottobre alle 21 a Cesano Maderno nella parrocchia di Santo Stefano (piazza Mons. Arrigoni, ingresso libero con green pass, fino a esaurimento posti). È il primo di una serie di quattro eventi proposti nell’ambito del ciclo «Dialoghi in Cripta».

Lo spettacolo, scritto da Adrien Candiard, domenicano, teologo e islamologo residente al Cairo, è stato messo in scena dal regista Francesco Agnello (che ha curato anche l’accompagnamento musicale) e interpretato dall’attore Lorenzo Bassotto. Le voci dei due protagonisti, Pierre e Mohamed, si alternano nello spiegare le ragioni del loro legame di amicizia. Le parole di monsignor Claverie sono autentiche, perché tratte dai suoi scritti, mentre quelle di Mohamed sono frutto della libera interpretazione di Candiard.

Dal 2011 – anno del debutto al Festival di Avignone – sono state realizzate oltre 1700 repliche in 11 Paesi e nelle più diverse situazioni: festival teatrali, moschee, ospedali, carceri, scuole, cattedrali…

Il testo di Candiard (Pierre e Mohamed. Algeria, due martiri dell’amicizia, 88 pagine, 9.50 euro) è pubblicato da Emi, che cura anche la diffusione dello spettacolo in Italia (il calendario su www.emi.it). «Il messaggio universale di amicizia e di solidarietà fra persone di fedi diverse contenuto nel testo è il suo messaggio più profondo e attuale – spiega Lorenzo Fazzini, direttore di Emi -. Adrien Candiard ha scritto un monologo veramente toccante che ha colpito migliaia di persone perché parla dell’amicizia profonda e vera tra un cristiano e un musulmano, i quali sapevano di andare incontro alla morte proprio perché amici».

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