Un'iniziativa a cura della parrocchia di San Satiro ma aperta a tutti. Nei cinque venerdì di Quaresima viene celebrata, in San Satiro, la liturgia dei Vespri ambrosiani con il canto di alcuni brani tratti dalla tradizione monodica a cura del gruppo vocale “Cantoni Simmaco Aureliani”

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Dal 23 febbraio al 23 marzo, nei cinque venerdì di Quaresima viene celebrata nella basilica di San Satiro la liturgia dei Vespri ambrosiani con il canto di alcuni brani tratti dalla tradizione monodica a cura del gruppo vocale “Cantoni Simmaco Aureliani”.
Si rinnova quindi, come per l’Avvento, la particolare proposta dei “Concerti Spirituali” tenuti presso la Basilica di via Torino con un ciclo di sei appuntamenti che segnano lo sviluppo del tempo di Quaresima. Si tratta di un modello ormai consolidato che caratterizza un importante aspetto dell’accoglienza in San Satiro. I sei momenti di sosta, tra musica e Parola, sono collocati nella pausa del venerdì, alle ore 13, con una durata di circa trenta minuti.
In allegato la locandina con i dettagli.

Presentazione di monsignor Gianni Zappa
La passione di Gesù è il cuore di ogni Vangelo. Forse bisognerebbe leggere i Vangeli a partire dalla passione perché si comprenderebbe meglio tutto il resto. Questo vale, in
particolare, per il Vangelo di Luca.
La croce di Gesù è una discriminante per la fede e bisogna passarvi attraverso, con tutto il carico di domande, di dubbi, di perplessità, forse anche di tradimenti, per coglierne il pieno significato. Come è accaduto a Pietro, agli altri discepoli e a tutti i personaggi coinvolti nel racconto, la croce di Gesù
evidenzia le fragilità, il peccato, la verità dell’animo.
La croce porta a compimento la volontà del Padre, non solo su Gesù ma su tutti gli uomini. Perché la croce è la pienezza dell’incarnazione dell’amore di Dio, è la piena rivelazione che
Egli vuole amare gli uomini, salvarli e coinvolgerli nella vita del Regno. In ogni passaggio della passione di Gesù traspare l’amore di Dio. Gesù perdona chi lo crocifigge e si fida del Padre. Guarda e vive il male e lo combatte ma non con la forza, bensì con l’amore: affida a Dio la propria difesa.
Quando Gesù muore il velo del tempio si squarcia nel mezzo. Dio non è più nascosto ma è visibile da tutti. Il volto di Dio è Gesù crocifisso: un uomo vittima del male che consegna il
proprio spirito al Padre; un Dio che si consegna come perdono e misericordia. Dio che vince il male con l’amore, come la luce vince le tenebre della notte.

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