L’autunno regala ai giardini della villa una abbondante e varia quantità di foglie: sono un dono personale di Dio e mi parlano della mia vita, presente e futura: Io sono come una foglia.

Le foglie non sono scacciate dall’albero: deve affrontare l’ inverno e perciò deve risparmiare energie limitandosi a nutrire il tronco e i rami; le foglie, non ricevendo più il nutrimento, si avvizziscono, seccano e cadono.
“ Se il tralcio non rimane unito alla vite … secca”

Le foglie autunnali formano una tavolozza variopinta di colori,
discreti umili ma piacevolissimi: rossi, arancione, verde pallido, giallo, marrone dorate …
Cadendo a terra bisbigliano una canzone; calpestate sussurrano una poesia; urtandosi continuano il loro colloquio misterioso.
Dicono che sono contente di aver rallegrato i nostri occhi e di averci regalato ombra rinfrescante.
Sono contente anche di marcire perché così aiuteranno l’albero a produrre foglie nuove.
Le foglie d’autunno non sono morte, ma sono addormentate e sono in attesa della nuova primavera.
Esattamente come noi.

Soggiornando nella casa diocesana di Spiritualità anche le foglie autunnali parlano di Lui, e ci invitano a ringraziare per l’Estate della nostra vita e a sperare con certezza, la futura e definitiva Primavera.

Se il sole illumina una foglia,
la rugiada notturna la impreziosisce di piccole splendide perle.

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