Il priore della Comunità di Bose sarà a Monza il prossimo 13 gennaio invitato dalla Fondazione Maria Paola Colombo Svevo

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Il 2020 a Monza si aprirà con un importante appuntamento culturale: l’incontro con Luciano Manicardi, priore della Comunità di Bose.
Il monaco sarà a Monza il prossimo 13 gennaio invitato dalla Fondazione Maria Paola Colombo Svevo, promotrice dell’iniziativa.
Manicardi affronterà i temi legati alla complessa quanto affascinante relazione fra Spiritualità e Politica.
Un tema ampiamente dibattuto e ripreso da Manicardi in una specifica pubblicazione densa di argomentazioni e ricca di spunti di riflessioni.

“La lettura del suo libro e la fama del priore di Bose ci hanno convinto a invitare.
«Luciano Manicardi – dichiara Maria Pia Garavaglia ex Ministro della Sanità e Presidente della Fondazione Svevo – per favorire la riflessione sull’impegno dei cattolici in ambito politico. E’ nostro dovere accogliere l’invito di Papa Francesco che ci sprona ad essere ‹‹cittadini responsabili dediti alla custodia del bene comune e non massa trascinata dalle forze dominanti››. Un’iniziativa – conclude Maria Pia Garavaglia – coerente alla missione della Fondazione che si propone di essere luogo e motore di incontri formativi per l’ambito politico e sociale della città”.
L’incontro si svolgerà a Monza lunedì 13 gennaio 2020 alle ore 18:00 presso la sala del Decanato di piazza Duomo.

La vita di Maria Paola Colombo Svevo
Maria Paola Colombo Svevo è nata a Rho (Milano) il 21 gennaio 1942. Dopo la laurea in Scienze Politiche, conseguita presso l’Università Cattolica, aderisce alla
Democrazia Cristiana e nella seconda metà degli anni ’60 ricopre la carica di Delegata Femminile della D.C. per la Provincia di Milano.
Nel 1970 viene eletta Consigliere al Comune di Monza . Dopo un periodo come capogruppo, entra in Giunta come Vice Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali.
Eletta Consigliere alla Regione Lombardia nel 1975, dal 1980 al 1983 è stata Assessore ai Servizi Sociali e in tale funzione ha predisposto il primo Piano Regionale
dei Servizi Socio-Assistenziali , ha elaborato le linee guida per la legge di riforma dei Servizi Sociali , anticipandone sperimentalmente l’attuazione sul territorio regionale,
in particolare negli innovativi aspetti di integrazione tra prestazioni sociali, sanitarie e assistenziali.
Senatrice per tre legislature dal 1983 al 1994. Particolarmente significativo è stato il suo contributo all’elaborazione delle leggi sul volontariato, sulle cooperative sociali e alla legge di riforma degli Enti Locali.
Dal 1994 al 1999 è stata eletta al Parlamento Europeo.
Nel 1996, al termine di una lunga attività di sensibilizzazione sull’argomento, è riuscita a ottenere, come relatrice della “Risoluzione 18 gennaio 1996 sulla tratta degli esseri umani”, l’approvazione delle linee guida nella lotta al traffico di donne e minori a scopo di sfruttamento sessuale. che rappresenta il primo intervento delle
istituzioni europee per la repressione di tale reato e per l’adozione di servizi di tutela e integrazione sociale delle vittime.
Terminato il mandato al Parlamento Europeo e dissoltosi il Partito Popolare Italiano, ha preferito lasciare l’attività politica e dedicarsi interamente al volontariato e all’insegnamento.

L’insegnamento
Ha tenuto il corso di “Politiche Sociali Europee” presso la Facoltà di Sociologia dell’Università Cattolica di Milano, (corso che ha ottenuto il riconoscimento della Commissione Europea come modulo Jean Monnet.) valorizzando nei giovani il desiderio, sempre a Lei presente, di capire e analizzare in profondità i fenomeni
sociali, la condizione femminile e le trasformazioni culturali come indispensabili premesse all’elaborazione di efficaci strategie politiche attente alla dignità della persona.

L’impegno nel mondo del volontariato
Nel volontariato, come Presidente della Fondazione Franco Verga, si è occupata attivamente, fra l’altro, dei problemi dell’integrazione degli immigrati e, in particolare, per la valorizzazione del ruolo delle madri come elemento chiave per l’integrazione delle famiglie immigrate. Con l’Associazione IRENE, che ha contribuito a fondare nel 1991, ha coordinato diversi progetti europei di sensibilizzazione – attraverso convegni, corsi di formazione e pubblicazioni – per la diffusione delle politiche europee di pari opportunità e l’adozione di misure di protezione e assistenza per le donne e i minori vittime di tratta degli esseri umani.
Nel 2007 è stata promotrice e presidente di Aretusa, una rete europea di organizzazioni femminili attive nei paesi dell’Unione Europea per la promozione della parità di genere.
Ha promosso e coordinato diverse iniziative di formazione e sensibilizzazione per  favorire la partecipazione attiva delle donne in politica a livello locale e nazionale.
Nel 2005 è entrata a far parte della Commissione Centrale di Beneficenza, l’organo di indirizzo della Fondazione Cariplo, occupandosi, come coordinatore della
Sottocommissione Politiche sociali, sanitarie ed educative, dei settori che avevano
caratterizzato la sua vita politica.
Nel 2009 il Cardinale Tettamanzi l’ha designata a ricoprire l’incarico di membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico in
rappresentanza della Curia Arcivescovile di Milano.
La vita di Maria Paola Colombo Svevo, che è sempre riuscita a conciliare i numerosi impegni politici con la sua condizione di madre di quattro figli, si è spenta il 19 aprile 2010.

La Fondazione Maria Paola Colombo Svevo
La Fondazione è nata per iniziativa dei familiari e di quanti hanno condiviso la passione civile e politica di Maria Paola Colombo Svevo, allo scopo di diffondere e
promuovere i valori e il pensiero che hanno ispirato il suo impegno civile, politico e accademico in Italia e nell’Unione europea.
La Fondazione promuove studi, ricerche e altre iniziative diretti ad elaborare e diffondere strategie, programmi di intervento e servizi per prevenire e ridurre situazioni di disagio, in particolare nelle seguenti aree:

– famiglia, anziani e disabilità
– antidiscriminazione e pari opportunità
– tratta di esseri umani e violenza di genere
– immigrazione e integrazione multiculturale

La Fondazione intende inoltre sensibilizzare decisori politici, attori pubblici e privati, stakeholder e la società civile sui temi e settori di intervento che rappresentano le
finalità statutarie.

Comunità di Bose
Bose è una comunità di monaci e di monache appartenenti a chiese cristiane diverse che cercano Dio nell’obbedienza al Vangelo, nella comunione fraterna e nel celibato.
Presente nella compagnia degli uomini si pone al loro servizio.
Nel corso dei quarant’anni della sua storia, la comunità di Bose si è arricchita di volti nuovi provenienti da numerose regioni italiane e anche dall’estero (Francia,
Lussemburgo, Portogallo, Spagna e Svizzera). Essa è composta attualmente da circa novanta membri, tra fratelli e sorelle, di sei nazionalità differenti. Sono praticamente
tutti laici, nel solco della tradizione del monachesimo primitivo e a riprova della semplicità e della poca visibilità e rilevanza che Bose vuole assumere in seno alla
chiesa, nella quale vuole servire con la povertà e la semplicità di chi nel battesimo si è impegnato a servire l’Evangelo e nient’altro.

Spiritualità e Politica.
E’ il volume scritto da Luciano Manicardi biblista e priore di della Comunità di Bose. Sul retro della copertina del libro leggiamo:
“La qualità della politica è legata alla qualità umana di chi si impegna in essa, alla sua capacità di governare se stesso e di sopportare avversità e opposizioni: come i profeti biblici che, spesso in situazioni storiche di tenebra, hanno saputo creare futuro e dare speranza. E la speranza ha il suo effetto nell’oggi, aiutando gli esseri umani a vivere, a orientarsi e a camminare insieme”.

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