Due appuntamenti sabato 24: alla mattina intitolazione del bene confiscato gestito da “Mamme a scuola” e in serata Fiaccolata all'Arco della pace

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La sera del 24 novembre 2009 Lea Garofalo viene attirata in una trappola dall’ex compagno Carlo Cosco e poi brutalmente uccisa dai suoi sodali. Dopo un lungo iter processuale che ha stabilito la verità sulla sua fine e i funerali pubblici, ancora oggi la giovane donna viene ricordata come testimone di giustizia e “madre coraggio”.

Il coordinamento milanese di “Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, oltre a ricordare Lea Garofalo il 21 marzo, nella giornata in cui nazionalmente si commemorano tutte le vittime innocenti delle mafie, perché si rinnovi la primavera della verità e della giustizia sociale, da allora dedica ogni 24 novembre alla memoria della madre che ha sacrificato la propria vita, perché la figlia, Denise, potesse avere futuro diverso.

Anche il prossimo sabato 24 novembre 2018, “Milano ricorda Lea”, facendo sintesi di memoria e impegno, come nella tradizione di Libera. Impegno è la parola che accompagna il primo momento previsto alle ore 11.30 in via Varesine, dove un bene confiscato alle mafie sarà affidato dal Comune di Milano all’associazione “Mamme a scuola”.

Memoria è la parola che contrassegna il secondo momento, previsto con inizio alle ore 18.30 presso l’Arco della Pace. Da qui partirà una fiaccolata che arriverà ai Giardini dedicati a Lea, in via Montello. Sarà realizzata anche un’installazione in ricordo della testimone di giustizia e musica e parole accompagneranno i diversi momenti. È previsto anche l’intervento di un familiare di vittima di mafia, Antonino Fava, il cui fratello Celestino fu ucciso il 29 novembre del 1996 a Palizzi (RC).

«Purtroppo il nostro è un paese dove, troppo spesso, ci dimentichiamo che la memoria non è solo un diritto, ma un dovere. Le due iniziative che abbiamo organizzato per ricordare la nostra Lea – ha dichiarato Lucilla Andreucci, referente del coordinamento di Libera Milano – vogliono offrire a tutti i cittadini un momento di condivisione di una memoria collettiva e vogliono essere un’occasione per rilanciare l’impegno civile contro ogni forma di mafia».

 

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