Il PIAMS, in collaborazione con la Comunità dei Frati Minori, organizza una meditazione musicale organistica dal titolo «Con gioia incontro all’Accolto». L’ingresso è libero

sant'antonio da padova

Venerdì 18 dicembre, alle 21, in preparazione al Natale del Signore, presso la Basilica-Santuario milanese di S. Antonio di Padova (Via C. Farini, 10) il Pontificio Istituto Ambrosiano di Musica Sacra (PIAMS), in collaborazione con la locale Comunità dei Frati Minori, organizza una Meditazione musicale organistica dal titolo «Con gioia incontro all’Accolto». L’appuntamento è ad accesso gratuito.
Alla tastiera del grande Organo Tamburini opus 718 (1955), il m° Davide Paleari – docente di Organo e Composizione organistica presso il PIAMS – proporrà una serie di «quadri musicali» che prevalentemente attingono alla ricca letteratura di fine ‘800-inizi ‘900, e che daranno vita ad una narrazione ricca ed evocativa, sostenuta dalla bellezza timbrica dello strumento. Il corale introduttivo di Johann Sebastian Bach – Nun komm’, der Heiden Heiland, tratto dall’omonimo corale composto da Martin Lutero e basato sul Veni, Redemptor gentium santambrosiano – evoca il mistero dell’incarnazione che tutto il mondo attende e ci invita a meditare sul tempo dell’attesa del Salvatore. In netto contrasto con il precedente, il brillante Dies est laetitiae di Pietro Alessandro Yon (musicista italiano, divenuto nel 1926 primo organista della cattedrale di St. Patrick a New York), basato sul canto dell’Adeste fideles, fa riecheggiare la gioia per la Natività del Signore che d’improvviso irrompe nel tempo dell’attesa. Il lirismo musicale tipico dell’estetica di Marco Enrico Bossi – uno tra i primi organisti concertisti del ‘900 italiano – ben si presta a commentare la nascita del Salvatore: da una parte il rustico contesto, dall’altra la solennità dell’evento che si compie, per culminare nell’esplosione di gioia contenuta nell’acclamazione Alleluia. Una esultanza, il cui ideale prolungamento è la virtuosistica Roulade del compositore americano Seth Bingham. A richiamare il canto angelico del Natale sarà invece il popolare Andantino in Re bemolle maggiore, composto nel 1888 da Edwin H. Lemare – il più importante compositore ed esecutore della scuola anglo-americana tardo romantica –, in cui una melodia cantabile viene sostenuta da uno sfondo sonoro di ispirazione orchestrale. A concludere l’affresco natalizio sarà, dello stesso autore, la Marcia eroica: l’alternarsi di sezioni ritmicamente accentuate e di episodi cantabili inviterà i presenti a riprendere il cammino iniziato col meditato raccoglimento del corale d’apertura, ora accompagnato con gioia dal ricco e potente suono dell’organo.

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