Lunedì 9 luglio presso la basilica di Santa Maria della Passione, musiche di Grancini, Purcell, Britten, Poulenc con il Westminster Cathedral Choir, diretto da Martin Baker

santa maria della passione

L’imponente basilica di Santa Maria della Passione ospiterà giovedì 9 luglio uno dei più prestigiosi cori cattolici di tutto il mondo, il Westminster Cathedral Choir diretto da Martin Baker. Fulcro della serata, interamente dedicata al repertorio per voci bianche, saranno le preziose Litanies à la Vierge Noire di Poulenc e la Missa Brevis di Britten, scritta appositamente “per George Malcolm e i ragazzi del Westminster Cathedral Choir”, accompagnate da pagine di Grancini, Crivelli, Lallouette, Purcell, Bach, Schubert, Hurford, Holst.
Il motivo mariano, ricorrente nella prima parte del festival, trae ispirazione dallo Sposalizio della Vergine di Raffaello, icona del terzo mese di Expo in città, il palinsesto di cui fa parte anche Milano Arte Musica. Un leitmotiv che, con il suo susseguirsi di immagini evocative, rende omaggio alla Madre della Chiesa.

Il centro del programma segue la struttura musicale della Messa. Il Proprio gregoriano di una Messa votiva per la Beata Vergine Maria è combinato con la partitura dell’Ordinario della Messa scritta da Benjamin Britten nel 1959, espressamente per le voci bianche della Cattedrale di Westminster e il loro caratteristico suono “continentale”. Le voci si dividono in 3 parti, accompagnate dall’organo. Il tema del Gloria è tratto dalla Messa XV gregoriana, il Sanctus è costruito utilizzando una sequenza di note, mentre nell’Agnus Dei compare un caratteristico motivo che Britten diceva fosse ispirato dal rumore del traffico londinese che filtra nella raccolta atmosfera della cattedrale. All’Offertorio, una composizione di Poulenc sul testo francese delle Litanies à la Vierge Noire. Non essendo cresciuto con tendenze naturalmente religiose, nel 1935 Poulenc sperimentò il trauma della morte di un caro amico in un macabro incidente motociclistico, e si recò in pellegrinaggio al santuario di Rocamadour in cerca di consolazione. Subì una sorta di conversione, della quale le Litanie sono il primo prodotto all’interno di una serie di opere corali sacre, tra le quali una Messa, 4 mottetti per la Quaresima e 4 mottetti per il tempo di Passione.
Il concerto si apre con mottetti del XVII secolo ad opera di Crivelli, Grancini e Lallouette. Ut flos ut rosa paragona la gloria dei santi alla luce del sole e della luna, mentre Dulcis Christe e O mysterium ineffabile esprimono l’adorazione e il desiderio di Dio nell’Eucaristia. Un solo per soprano dalla Cantata 147, per la festa della Visitazione, è seguito da uno dei più conosciuti movimenti corali delle Cantate di Bach.
Nella sezione finale del concerto, l’Evening hymn di Purcell, costruito su un basso di cinque battute, è seguito da un’ammaliante invocazione di un conforto nell’angoscia posta in musica dall’organista contemporaneo Peter Hurford. I coristi si dividono poi in quattro sezioni per il brano di Schubert sul Salmo 23 (Gott ist mein Hirt – Il Signore è il mio pastore) e, infine, in otto sezioni per l’Ave Maria di Holst, scritta nel 1900 – all’età di 26 anni – e dedicata alla memoria della madre.

Per il suo terzo appuntamento, Milano Arte Musica si affida al Westminster Cathedral Choir, universalmente riconosciuto come uno tra i migliori cori. Fondato nel 1903 da Richard Terry, primo Master of Music, il coro si è da subito distinto nel panorama della musica sacra inglese, grazie a un’acuta rivisitazione delle opere di compositori rinascimentali europei.
Attualmente guidato da Martin Baker, apprezzato organista in tutto il mondo, il coro si divide tra impegni liturgici e numerose esibizioni mondiali, affermandosi come l’unico coro di una cattedrale cattolica a cantare quotidianamente Messa e Vespri.
Tra le peculiarità del Westminster Cathedral Choir si annoverano le composizioni ideate appositamente per il coro, come la Missa brevis di Britten per voci bianche, la Messa in sol minore di Vaughan Williams e le composizioni di Wood, Holst e Howells. Il coro ha, inoltre, commissionato nuove Messe a James MacMillan, Peter Maxwell Davies, Judith Bingham, John Tavener, Matthew Martin e Stephen Hough, tutte eseguite per la prima volta durante le regolari liturgie presso la Cattedrale di Westminster.

 

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