In tutte le messe la memoria del religioso protettore dei fanciulli

Domenica 28 ottobre è un giorno “speciale” per la comunità dei frati serviti di San Carlo al Corso a Milano. In tutte le messe, infatti, e con particolare solennità durante la celebrazione eucaristica delle 12, viene fatta memoria del beato Giovannangelo Porro, splendida figura di religioso della seconda metà del XV secolo (per carità e sapienza), sepolto proprio presso la chiesa milanese di corso Vittorio Emanuele II e oggetto di un vasto culto popolare. Il Beato, infatti, è particolarmente invocato per la protezione dei fanciulli: lo stesso san Carlo Borromeo, gravemente malato, fu guarito da bambino per intercessione del Porro, a cui rimase sempre fortemente devoto.

Giovannangelo nacque nel 1451, forse presso Seveso. Morto il padre, verso i 18 anni lasciò la madre e i fratelli, entrando nel convento dei Servi di santa Maria di Milano, dove emise la professione monastica. A Firenze, nel convento dell’Annunziata, egli attese agli studi, per poi fermarsi lungamente a Monte Senario, il luogo già aperto dai padri dell’Ordine. A Milano tornò solo sul finire del secolo, inviato nel quadro di un programma di riforma e morendo così nel convento del suo noviziato, il 23 ottobre 1505.

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