Alla Casa della Cultura un incontro organizzato dal Centro Studi Sofferenza Urbana SOUQ della Casa della carità

Difficile tradurre in italiano un termine inglese come empowerment, che indica il complesso processo di crescita (di un gruppo o di un individuo) basato su interventi di tipo organizzativo, psicologico, sociale, politico e culturale. Ma soprattutto non è facile tracciare oggi un quadro dell’impatto che ha e ha avuto l’empowerment sulla vita pubblica di comunità, Paesi, persone. Ecco perché, martedì 21 maggio alle 18 il SOUQ, Centro studi sulla sofferenza urbana della Casa della carità, organizza alla Casa della Cultura di via Borgogna 3 a Milano un dibattito su “Empowerment e vita pubblica”. Sarà un momento di riflessione critica su come l’empowerment si sia spesso limitato a trasferire risorse e diritti verso quanti non ne hanno, senza però modificare più di tanto i rapporti tra chi ha potere e chi non ce l’ha.

Ne parleranno: Emanuele Ranci Ortigosa, docente di Economia dei mercati degli intermediari finanziari presso l’Università Cattolica di Milano; Angelo Barbato, psichiatra, consulente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano; Francesco Maisto, presidente del Tribuna di Sorveglianza di Bologna; Massimo Bricocoli, docente di Architettura e Società presso il Politecnico di Milano. Il dibattito verrà introdotto da Benedetto Saraceno, direttore scientifico del SOUQ, e concluso da don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità.

Il SOUQ studia la sofferenza urbana, cioè le dinamiche psicologiche e sociali che si creano tra le grandi metropoli e i soggetti che le abitano. Lo fa proponendo nuovi modelli di comprensione del fenomeno e, nel concreto, attraverso convegni, seminari, attività di ricerca e diverse pubblicazioni. Lo scorso novembre, il Centro, insieme all’Università degli Studi e all’Università Bicocca di Milano, ha invitato l’antropologo e sociologo Arjun Appadurai, per la prima volta in Italia. L’incontro si è inserito nel lungo percorso di riflessione culturale intrapreso dalla Casa della carità fin dalla sua apertura. La fondazione, infatti, ha portato avanti fin dal 2004 un lavoro di studio e ricerca sui temi della marginalità e della sofferenza con cui si confronta quotidianamente. In questi anni, sono stati ospiti della Casa alcuni tra i maggiori sociologi, antropologi e storici contemporanei, da Zygmunt Bauman a Bronislaw Geremek, da Marc Augé a Vikram Patel e Arthur Kleinman.

Info: www.souqonline.it; www.casadellacarita.org/empowerment

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