Il “Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia”, un’opera che non ha precedenti

copertina DEM

Mercoledì 16 ottobre, alle 18, a Palazzo Sormani (Sala del Grechetto, corso di Porta Vittoria 6, Milano), l’Unione dei Lettori Italiani di Milano, con il patrocinio di Comune di Milano, presenta Dem, Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia.

Intervengono Edmondo Bruti Liberati, Nando dalla Chiesa, Claudio Camarca, Mara Filippi Morrione, Maria Teresa Zampogna e Lorenzo Frigerio. Modera: Marilena Poletti Pasero

I boss e i killer. I delitti eccellenti e le vittime dimenticate. Gli eroi e gli aguzzini. Le collusioni e i misteri irrisolti. Le stragi e i processi. I pentiti e i testimoni di giustizia. Migliaia di voci biografiche e tematiche offrono un inedito affresco storico sull’evoluzione di Cosa Nostra, ’ndrangheta, Camorra, Sacra Corona Unita e altre organizzazioni criminali. Il Dizionario Enciclopedico delle Mafie in Italia è un’opera che non ha precedenti. Migliaia di voci che costituiscono un punto fermo per disegnare una mappa scientifica delle varie realtà criminali.

Il Dem fornisce un completo repertorio alfabetico in cui la trattazione delle voci si estende oltre la semplice definizione del termine, fornendo quindi una più esaurente informazione su tutte le nozioni, gli accadimenti, i personaggi riguardanti il mondo correlato alla criminalità organizzata. Nero su bianco tutti coloro che a vario titolo si sono venuti a trovare coinvolti con le organizzazioni criminali. Siano essi affiliati delle bande. Siano essi vittime della violenza. Siano oppositori. Siano imputati di procedimenti giudiziari che vedano al centro del dibattimento azioni legate alla realtà del crimine organizzato.

Non mancheranno brevi biografie di personalità che per la loro attività sono diventate simbolo dell’anti Stato, come del vero e proprio Stato di Diritto: da un lato Bernardo Provenzano, dall’altro Pio La Torre. Nelle voci di più ampio respiro, si troverà un breve inquadramento storico/politico. Arricchito, nel caso di bande criminali riconoscibili attraverso il cognome del cosiddetto capofamiglia, da un vero e proprio albero genealogico, che tiene conto anche dell’apparentamento a tale banda di personaggi non legati da vincoli di sangue, bensì da affari e interessi comuni. Avranno spazio anche le località geografiche in cui si sono svolti fatti significativi per la storia del crimine organizzato. Risalendo la penisola, da Portella della Ginestra, fino alla pizzeria di Duisburg in Germania.

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