Incontro aperto con don Luigi Ciotti, fondatore e anima di Libera, presso i Missionari Comboniani di Venegono Superiore

don luigi ciotti

La comunità dei missionari Comboniani di Venegono Superiore (insieme alle reti di Como e Varese di Libera e con la collaborazione dell’unità pastorale cardinal Schuster di Venegono, la pastorale universitaria della Diocesi di Milano, l’AC diocesana e le ACLI provinciali di Varese) organizza per sabato 19 novembre alle 17 un incontro testimonianza con don Luigi Ciotti sacerdote e fondatore del Gruppo Abele e di Libera) dal titolo “Libera la vita, con-dividila”.
L’incontro testimonianza è organizzato dalla comunità dei missionari Comboniani e dai giovani del GIM (Giovani Impegno Missionario) e  si inserisce nel cammino formativo GIM 2016/2017 organizzato a livello nazionale dalla famiglia comboniana.

Don Luigi Ciotti (Pieve di Cadore, 10 settembre 1945) è un presbitero italiano, molto attivo nel sociale, ispiratore e fondatore dapprima del Gruppo Abele, come aiuto ai tossicodipendenti e altre varie dipendenze, quindi dell’Associazione Libera contro i soprusi delle mafie in tutta Italia.
Pio Luigi Ciotti nasce il 10 settembre 1945 a Pieve di Cadore (Belluno) e si stabilisce con la famiglia a Torino nel 1950. Nel 1965, insieme ad alcuni amici, promuove un gruppo di impegno giovanile che prenderà in seguito il nome di Gruppo Abele. Fra le sue prime attività, un progetto educativo negli istituti di pena minorili e la nascita di alcune comunità per adolescenti alternative al carcere.
Terminati gli studi presso il seminario di Rivoli (TO), nel novembre del 1972 Pio Luigi Ciotti viene ordinato sacerdote dal cardinale Michele Pellegrino, che come parrocchia gli affida la strada, luogo – specifica – non di insegnamento ma di apprendimento e incontro con le domande e i bisogni più profondi della gente. Proprio sulla strada, nel 1973, il Gruppo inaugura il “Centro Droga”, un luogo di accoglienza e ascolto per i primi giovani con problemi di tossicodipendenza. È un’esperienza allora unica in Italia, cui seguirà l’apertura di alcune comunità.
In quegli stessi anni, all’accoglienza delle persone in difficoltà l’Associazione comincia ad affiancare l’impegno culturale – con un centro studi, una casa editrice e l’“Università della strada” – e, in senso lato, “politico” – con mobilitazioni come quella che nel 1975 porta alla prima legge italiana non repressiva sull’uso di droghe, la 685 – per costruire diritti e giustizia sociale.
Il Gruppo Abele non si occupa solo di droga, ma sviluppa proposte per affrontare il disagio sociale nel modo più ampio possibile. Dai servizi a bassa soglia alle comunità, dagli spazi di ascolto all’attenzione per le varie forme di dipendenza – nuove droghe, alcool, gioco d’azzardo, “consumi” in senso lato – dall’aiuto alle vittime di tratta e alle donne prostituite – con l’unità di strada, il numero verde, il supporto legale – alle iniziative per l’integrazione delle persone migranti, come l’“educativa di strada” per gli adolescenti stranieri. E ancora attività di ricerca, una biblioteca, riviste tematiche, e percorsi educativi rivolti a giovani, operatori sociali e famiglie; come pure l’attività di mediazione dei conflitti e sostegno alle vittime di reato. Infine, un consorzio di cooperative sociali per dare lavoro a persone con percorsi difficili, eredità delle botteghe e dei laboratori professionali aperti già negli anni settanta.
A partire dal 1979 il Gruppo si apre anche alla cooperazione internazionale, con un primo progetto in Vietnam, cui ne seguiranno altri in Sud America e Costa d’Avorio.
Convinto che solo il “noi” possa essere protagonista di un vero cambiamento sociale, nel 1982 don Ciotti contribuisce alla nascita del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (CNCA), presiedendolo per dieci anni, e nel 1986 partecipa alla fondazione della Lega italiana per la lotta contro l’AIDS (LILA) per la difesa dei diritti delle persone sieropositive, della quale pure sarà presidente.
Negli anni novanta l’impegno di don Ciotti si allarga al contrasto alla criminalità organizzata. Dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio dell’estate del 1992, fonda il mensile Narcomafie – di cui sarà a lungo direttore – e nel 1995 il coordinamento di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, oggi punto di riferimento per oltre 1.600 realtà nazionali e internazionali (fra cui diverse sigle del mondo dell’associazionismo, della scuola, della cooperazione e del sindacato). Nel 1996 Libera promuove la raccolta di oltre un milione di firme per l’approvazione della legge sull’uso sociale dei beni confiscati, e nel 2010 una seconda grande campagna nazionale contro la corruzione.
Obiettivo di Libera è alimentare quel cambiamento etico, sociale, culturale necessario per spezzare alla radice i fenomeni mafiosi e ogni forma d’ingiustizia, illegalità e malaffare. A questo servono i percorsi educativi in collaborazione con 4.500 scuole e numerose facoltà universitarie; le cooperative sociali sui beni confiscati con i loro prodotti dal gusto di legalità e responsabilità; il sostegno concreto ai familiari delle vittime e la mobilitazione annuale del 21 marzo, “Giornata della memoria e dell’impegno”; l’investimento sulla ricerca e l’informazione, attraverso l’Osservatorio “LiberaInformazione”; l’attenzione alla dimensione internazionale, con la rete di Flare – freedom, legality and rights in Europe.
Nel gennaio 2013 le associazioni che presiede (Libera e Gruppo Abele) avviano la campagna online di Riparte il futuro, che ha permesso la modifica dell’articolo 416 ter del codice penale in tema di voto di scambio politico – mafioso il 16 aprile 2014.

GIM (Giovani Impegno Missionario) è un cammino di formazione alle tematiche della missionari età aperto a giovani dai 18 ai 30 anni interessati ai grandi temi della mondialità e della missione e che vogliono fare una esperienza concreta di fede vissuta a partire dalla realtà delle periferie della storia e degli ultimi.
I punti fermi del cammino GIM sono:
– la preghiera fondata sulla Parola di Dio, letta, meditata e vissuta a partire dalla prospettiva delle piccole comunità di base e degli ultimi della storia
– L’accompagnamento personale di ciascun giovane e di ciascuna giovane
– Il servizio concreto a partire da realtà di periferia ed esclusione
– La formazione e l’informazione critica sui temi di attualità e di impegno per la costruzione di “un altro mondo possibile”
Il GIM segue un calendario preparato dalla comunità (come da volantino allegato) e si base su temi scelti dall’equipe nazionale di formatori GIM.
Gli incontri iniziano il sabato alle 17e terminano alle 17 con la celebrazione dell’Eucarestia. E importante portare Bibbia e quaderno. La cena del sabato sera è condivisa (ognuno porta qualcosa) e la colazione e il pranzo della domenica sono condivisi con la comunità dei missionari. Si rimane a dormire a Venegono Superiore, negli spazi allestiti dalla comunità e quindi portare lenzuola, sacco a pelo ed effetti personali.

Per informazioni contattare:
antoniopiquicombo@gmail.com   
Fratel Antonio Soffientini tel. 3711777143

 

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