Sarà inaugurata martedì 30 ottobre la mostra che il Centro pastorale dell’Ateneo ha affidato a 16 studenti per ideare, progettare e realizzare un percorso simbolico. Le opere di 12 artisti saranno esposte nei chiostri di largo Gemelli. Rappresentate la pittura, la scultura, la fotografia e presenti installazioni video e video performance, un libro d’artista

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Quale significato ha il corpo? Quale importanza ha nella percezione di se stessi e quale valenza del corpo come incarnazione del Logos? L’itinerario spirituale “Corpo a corpo” che verrà inaugurato in Università Cattolica martedì 30 ottobre (largo Gemelli, 1 a Milano, Cripta Aula Magna ore 16.30) cercherà di rispondere a questi interrogativi attraverso le opere d’arte di 12 artisti scelti da 16 studenti della laurea magistrale in Storia dell’arte.
La mostra sarà visitabile dalle ore 16.30 del 30 ottobre fino alle 19 del 22 novembre da lunedì a venerdì dalle 8 alle 22 e al sabato dalle 8 alle 19.

Per il secondo anno consecutivo, infatti, il Centro pastorale Ateneo ha affidato agli studenti il compito di allestire un’esposizione di arte contemporanea, che sarà aperta dal saluto ufficiale dell’assistente ecclesiastico generale mons. Claudio Giuliodori. Seguirà una visita guidata in presenza di artisti e curatori e la performance di Marco Di Giovanni.

Come per la mostra intitolata I wish. Giovani e desiderio dello scorso anno, gli studenti si sono incaricati di scegliere ed approfondire il tema del corpo, proporre e selezionare opere ed artisti, curare l’allestimento e il catalogo della mostra, organizzare l’inaugurazione e gestire la comunicazione. A guidarli nei mesi di preparazione padre Enzo Viscardi, responsabile del Centro Pastorale, e le professoresse del dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte Cecilia De Carli ed Elena Di Raddo.

Dopo un accurato lavoro di selezione, i 12 artisti che saranno ospitati nei chiostri di largo Gemelli sono: Lara Ilaria Braconi, Nicolò Quirico, Nicola Samorì e Nicola Verlato, con opere pittoriche; Francesca Della Toffola, che si dedica alla fotografia; Federica Ferzoco e Matteo Pugliese in rappresentanza della scultura; Maria Luigia Gioffrè, che ha proposto una video performance; Cecilia Gioria con un libro d’artista; Marco di Giovanni, che espone due installazioni; Julia Krahn con una installazione video; Piero Mega con un olio su MDF.

Durante le settimane di esposizione, sono inoltre previste due performance. La prima avrà luogo il 13 novembre: Lara Braconi con alcuni musicisti registrerà una traccia audio che completa la tela La casa. Pala d’altare. Il 22 novembre in occasione del finissage interverrà invece la coreografa Franca Ferrari: 10 ragazzi partecipanti al progetto C.I.M.D. Incubatore per futuri coreografi e 10 studenti coinvolti dalla docente di Storia del Teatro Roberta Carpani interagiranno con le opere.

«È nato un processo virtuoso che coinvolge da due anni gli studenti, non più solo destinatari ma co-curatori della mostra. La contaminazione tra ricerca religiosa, ricerca disciplinare applicata, didattica, presenza degli artisti in Università permette un vero contributo culturale fruibile dalla comunità universitaria e dal pubblico esterno» – commenta la prof. De Carli.

«Questo progetto fin dall’inizio ha messo in relazione gli artisti e i temi fondanti del nostro essere, al fine di creare un momento di riflessione in università. È nato così un “laboratorio” in cui l’apprendimento è una conseguenza collaterale – aggiunge la prof. Di Raddo. Il vero motore dell’iniziativa è il confronto tra docenti e studenti per concretizzare un’iniziativa il più possibile vicina allo sguardo dei giovani attraverso un’esperienza artistica e spirituale allo stesso tempo».

La mostra propone quindi un percorso di approfondimento sul tema del corpo, senza dare una risposta univoca ma offrendo una rassegna corale ma diversificata. La studentessa Angela Perletti spiega: «Mi ha interrogata il metodo scelto per allestire la mostra. L’aver deciso di domandare agli artisti cosa fosse per loro il corpo, aprendo occhi e orecchie a ciò che avevano da raccontare, è stata un’enorme possibilità di incontro e arricchimento». E continua la compagna Elena De Panfilis: «Dialogare con l’artista mi ha dato l’opportunità di conoscere i metodi, tratti dalla storia dell’arte ma rinnovati dal potenziale delle nuove tecnologie. Il confronto dialettico con l’artista ha chiarito il ruolo che la sua opera ha nella mostra e l’ampiezza di riferimenti formali, iconografici e culturali che contengono le sue opere».

Gli studenti che hanno preso parte alla curatela della mostra sono: Davide Amata, Beatrice Bartolini, Kevin Bellò, Chiara Colmegna, Elena De Panfilis, Beatrice Formis, Caterina Frulloni, Costanza Nizzi, Ileana Noseda, Andrea Padova, Angela Perletti, Mattia Savia, Andrea Telesca, Alessandro Tonini, Carla Tozzi, Anna Vardabasso.

Ulteriori approfondimenti sugli artisti, le singole opere, l’allestimento della mostra e i suoi contenuti sono disponibili sulla pagina FaceBook, sul profilo Instagram, e sul sito, interamente progettati e gestiti dagli studenti.

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