Organizzato dall'Associazione Musicale Arteviva Sotto la direzione del maestro e direttore artistico Matteo Baxiu

santa maria grazie tribuna bramantesca

Lunedì 11 maggio, alle 21.15, nella Basilica di Santa Maria delle Grazie l’Associazione Musicale Arteviva con l’Orchestra da Camera Arteviva eseguirà l’undicesimo concerto della stagione concertistica che avrà come protagonisti Mozart e Brahms.
Sotto la direzione del maestro e direttore artistico Matteo Baxiu, l’Orchestra da Camera Arteviva eseguirà il Concerto per Violino in Re Maggiore KV 218 di Mozart con Eugenio Sacchetti violino solista e la Sinfonia n. 3 in Fa Maggiore di Brahms.

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Il Concerto per Violino, datato “Salisburgo, ottobre, 1775”, porta con sé l’eco di un gusto italiano, reso in questo caso più ricco e sensuale dalla qualità della melodia e dalla condotta del violino solista. Il noto estro melodico mozartiano si ispira presumibilmente a un concerto scritto da Boccherini nella medesima tonalità e datato 1768.
Dopo le ricche proposte tematiche del primo Allegro, che si apre con un tema principale a mo’ di fanfara, Mozart ancora una volta si concede nell’Andante cantabile un’effusione melodica assai generosa. Nel Rondò infine, si alternano episodi contrastanti e una sorta di citazione dei ritmi di danza, fra i quali
l’allora celeberrima “strasburghese”.

La Sinfonia n. 3, composta nel 1883, fu eseguita per la prima volta a Vienna il 2 dicembre dello stesso anno, sotto la direzione di Hans Richter, ottenendo un successo tale da irritare quasi il compositore, nel timore che la sua Sinfonia meno lunga e complessa potesse mettere in ombra altre creazioni più importanti:
in realtà, a dispetto delle dimensioni contenute, è un brano coeso e pieno di relazioni interne tra i quattro
movimenti.

Nel primo movimento, “appassionato” è la didascalia che accompagna l’ingresso dei violini primi e secondi in ottava con il tema trascinante ed entusiasta, preceduto da due accordi di tutti i fiati con funzione preparatoria. Da questi accordi e da questo tema dei violini derivano poi tutte le idee secondarie che
animano il seguito del movimento. Nell’Andante ciò che colpisce è l’ispirazione pastorale già presente nel secondo tema del primo movimento, con simile gioco di strumentini e analogo procedere cullante e ripetitivo.
Questo movimento si sviluppa in una serie libera di elaborazioni e di variazioni su una semplice idea iniziale esposta da clarinetti e fagotti. Poco prima della conclusione una melodia nuova viene esposta dai violini, con appassionata intensità. Giungiamo dunque al Poco allegretto: fra i successivi ritorni della bella melodia principale (esposta ora dai violoncelli, ora dai violini, ora dagli strumentini, ora dal corno) trova posto, quasi piccolo interludio, un delicato accenno di danza formulato dagli strumentini.
L’Allegro finale può essere considerato come una sintesi degli slanci appassionati prevalenti nel primo tempo e delle zone elegiache dei tempi centrali. In questo finale colpisce l’intenso processo di variazione e di elaborazione cui è sottoposto il tema iniziale, piegato ad esprimere gli atteggiamenti più diversi.

Originalissimo è l’impianto formale di questo movimento che potrebbe dirsi basato su una triplice ripetizione variata dello stesso episodio.
Quest’anno l’Associazione Musicale Arteviva, dopo anni di concerti nei quali ha avuto riscontri positivi da più parti per il pregio e la qualità del suo lavoro, si accinge a compiere un passo importante. Per la stagione estiva cambierà sede e si sposterà al Conservatorio di Milano dove, nella Sala Verdi, eseguirà il Ciclo di Sinfonie di Beethoven, rassegna tanto attesa inserita negli eventi di Expo in Città.

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