La Fondazione Culturale Ambrosianeum e Fondazione Matarelli organizzano il secondo incontro del ciclo: «Questioni etico-antropologiche in medicina»

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Nell’attuale società individualista e tecnologica la medicina sta smarrendo la sua vocazione umanistica, tradizionalmente ispirata sia a criteri antropologici sia a principi di etica deontologica rivolti al rispetto della dignità della persona.

Fondazione Ambrosianeum e Fondazione Matarelli, per questo, hanno deciso di indagare tre temi “forti” della medicina contemporanea, nella consueta ottica a 360° che mette al centro l’uomo e le sue necessità fisiche e spirituali. Dopo “Mode alimentari e salute”, è ora la volta di “Come decidere sulla fine della vita”, cui seguirà “La sfida educativa dell’adolescenza”.

Gli incontri si terranno alla Fondazione Ambrosianeum in via Delle Ore, 3 a Milano (mm Duomo)

Mercoledì 15 novembre 2017 – ore 17,30 «Come decidere sulla fine della vita»
(Carlo Casalone, Giulia Facchini, Giulio Giorello, Giovanni Zaninetta)

Le crescenti “domande di morte” come soluzione a patologie terminali gravi. “Il potere medico si amplia e tende a mettere sotto controllo tutto l’arco dell’esistenza, dall’inizio alla fine”, come accade nel caso dell’accanimento terapeutico e dell’eutanasia, due fenomeni in apparenza opposti, ma sintomi di una identica logica che stravolge il fine ultimo del “prendersi cura”. A proposito del dibattito sulle direttive anticipate di trattamento il card. Martini scriveva: “Occorre un attento discernimento che consideri le condizioni concrete, le circostanze e le intenzioni dei soggetti coinvolti. In particolare non può essere trascurata la volontà del malato, in quanto a lui compete, salvo eccezioni ben definite, di valutare se le cure che gli vengono proposte sono effettivamente proporzionate”.


Mercoledì 22 novembre 2017 – ore 17,30 «La sfida educativa dell’adolescenza»
(Lamberto Bertolè, Marco Garzonio, Katia Provantini, don Gino Rigoldi)

Il complesso universo dell’adolescenza, una fase instabile dove vulnerabilità e responsabilità hanno un rapporto strettissimo. La fragilità dell’adolescenza, infatti, va oggi di pari con una socializzazione virtuale che comporta conseguenze negative e fallimenti sociali, provocando nei giovani solitudine e depressione. Da qui la necessità di nuovi interventi pedagogici, convinti come siamo che “l’adolescenza è la stagione delle grandi possibilità”.

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