L’antropologo americano parlerà martedì 13 dicembre all’Università degli studi di Milano

Martedì 13 dicembre Arthur Kleinman, tra i più importanti e autorevoli antropologi del mondo, sarà a Milano, ospite del Centro studi-Souq della Casa della carità e delle Università degli Studi e Bicocca per tenere una Lectio Magistralis su “Sofferenza sociale negli spazi urbani”. L’incontro, in programma nell’aula magna della Statale (via Festa del Perdono 7), sarà preceduto dagli interventi di Stefano Allovio e Roberto Malighetti, docenti dei due atenei, e da Benedetto Saraceno, direttore scientifico del Centro studi-Souq. Dopo la Lectio, ne discuteranno Francesco Remotti dell’Università degli Studi di Torino e Ivo Quaranta dell’Università degli Studi di Bologna.
Arthur Kleinman dirige il dipartimento di antropologia di Harvard University e collabora con la Harvard Medical School. Settantenne, antropologo e psichiatra, è molto noto soprattutto per il lavoro di ricerca e analisi compiuto sulla malattia mentale nella cultura cinese. Dal 1968 ha infatti condotto una ricerca nella società cinese, prima a Taiwan e dal 1978 nella Repubblica popolare, sulla depressione, la somatizzazione, l’epilessia, la schizofrenia, il suicidio e sulle conseguenze, per la salute, della migrazione dalla campagna alla città. Nel 1976 ha fondato la rivista Culture, Medicine and Psychiatry ed è inoltre coautore di numerose opere scritte in collaborazione con altri celebri psichiatri e ricercatori nel campo della salute mentale, tra cui Paul Farmer, Veena Das, Margaret Lock, Michael Philippis, Byron Good, Mary Delvecchio Buono, Lin Tsung-yi e Leon Eisenberg.
La sua opera più famosa è Pazienti e guaritori nel contesto della cultura (1980), un lavoro che ha innovato l’antropologia medica, uno studio cui hanno fatto seguito I racconti di malattia: la sofferenza, la guarigione e la condizione umana (1988) e Le origini sociali del disagio e della malattia: depressione, nevrastenia e il dolore della Cina moderna (1986). Kleinman è membro dell’Istituto di medicina presso la National academy of science e l’American academy of arts and sciences, è uno dei membri a vita degli Illustri dell’Associazione psichiatrica americana. È stato professore onorario presso l’Università di Fudan e professore presso l’Università canadese di Leiden. Ha presieduto il Comitato tecnico consultivo delle Nazioni unite per il programma d’azione di salute mentale. Numerose sono le conferenze che ha tenuto numerose nelle università di tutto il mondo e di recente ha affrontato in molti discorsi il tema dell’esperienza morale. Tra le varie onorificenze ricevute, nel 2001 ha vinto il premio Franz Boas dell’Associazione antropologica americana, nel 2006 il Lifetime achievement award della Società per l’antropologia medica e nel 2008 ha ricevuto il premio George Foster.

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