Come è noto a partire dal 1° gennaio di quest’anno è entrato in vigore l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica sia tra operatori commerciali, sia nei confronti dei consumatori finali; la principale particolarità del nuovo sistema di fatturazione consiste nella necessità di inviare e ricevere tutte le fatture per il tramite del Servizio di Interscambio (SdI)

fattura

[Con il Provvedimento n. 738239 del 30 ottobre l’Agenzia delle entrate ha prorogato al 20 prossimo dicembre il termine (che era fissato per il 31 ottobre) per aderire al “Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche”. Lo slittamento si è reso necessario per recepire le modifiche introdotte dal collegato fiscale alla Legge di bilancio 2020 (D.L. 124/2019) che dispone un ampliamento dell’utilizzo delle informazioni contenute nelle fatture elettroniche da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle entrate, sentito il Garante per la protezione dei dati personali]

 

Come è noto a partire dal 1° gennaio di quest’anno è entrato in vigore l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica sia tra operatori commerciali, sia nei confronti dei consumatori finali; la principale particolarità del nuovo sistema di fatturazione consiste nella necessità di inviare e ricevere tutte le fatture per il tramite del Servizio di Interscambio (SdI).

Le parrocchie che gestiscono attività commerciali si sono dotate degli strumenti necessari (credenziali di accesso all’area personale del portale Fatture e corrispettivi su sito dell’Agenzia delle entrate, indirizzo telematico e programmi informatici) adottando la nuova modalità di fatturazione per le operazioni attive (fatture emesse) e per il ricevimento delle fatture passive (fatture ricevute).

Esse, inoltre, essendo quasi sempre seguite da professionisti per la gestione degli adempimenti fiscali, hanno probabilmente già effettuato le due scelte di cui ci occupiamo di seguito: il “Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture” e il “Servizio di conservazione delle fatture”, entrambi offerti gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.

 

Le parrocchie che non gestiscono attività commerciali hanno avuto minore percezione dei cambiamenti intervenuti per due motivi:

–    a fronte dei loro acquisti hanno generalmente ricevuto la cosiddetta “fattura di cortesia”, molto simile alla fattura vera e propria in vigore fino allo scorso anno, anche se in realtà è un documento che riproduce la vera fattura che il fornitore ha inviato al SdI,

–    non hanno ancora potuto ricevere le fatture elettroniche inviate dai loro fornitori attraverso lo SdI in quanto per i consumatori finali il servizio di consegna è stato più volte prorogato e sarà attivo solo a partire dal prossimo 1° novembre.

Per questa tipologia di parrocchie, come vedremo di seguito, la scadenza del prossimo 31 ottobre entro cui aderire al “Servizio di consultazione e acquisizione” rappresenta l’unica possibilità di ricevere le fatture elettroniche inviate loro a partire dal 1° gennaio scorso.

 

1. IL SERVIZIO DI CONSULTAZIONE E ACQUISIZIONE DELLE FATTURE

Nonostante il passaggio alla fatturazione elettronica sia in vigore già da 10 mesi, al completo funzionamento del sistema manca ancora un ultimo tassello: la formalizzazione del “Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture” che l’Agenzia delle entrate mette gratuitamente a disposizione di tutti gli utenti, sia degli operatori commerciali che dei consumatori finali, previa esplicita adesione da parte degli interessati. Questo servizio consente di accedere a tutte le fatture attive e passive per effettuare ricerche. 

Il ritardo nell’applicazione di questa funzionalità dipende dalle obiezioni avanzate dal Garante della Privacy che ha considerato sproporzionato, rispetto agli obiettivi di interesse pubblico perseguiti, che l’Agenzia delle entrate trattasse, in modo sistematico e generalizzato, non solo i dati strettamente fiscali contenuti nelle fatture (i cosiddetti “dati fattura”, come la data di emissione, numero progressivo, dati del fornitore e del cliente, aliquota, imposta e imponibile…) ma anche tutti gli altri che le fatture di solito contengono (quelli non obbligatori come: natura, qualità e quantità dei beni o servizi ceduti, rapporti tra cedente e cessionario e altri soggetti, sconti applicati, fidelizzazioni, indicazioni relative al trasporto e alle modalità di pagamento…).

Per approntare le necessarie modifiche all’impianto originario si è quindi reso necessario un periodo transitorio durante il quale l’Agenzia delle entrate ha provveduto alla temporanea memorizzazione delle fatture elettroniche allo scopo di realizzare due banche dati:

  • in una vengono memorizzate le fatture elettroniche nella loro interezza allo scopo di realizzare un “Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture” facoltativo che l’Agenzia delle entrate metterà a disposizione dei soggetti che lo richiedono aderendo allo specifico Accordo di servizio; questa memorizzazione completa riguarderà le fatture per le quali almeno una delle parti aderisce all’Accordo di servizio, ma ne renderà disponibile la consultazione solo alla parte che aderisce. La parte che aderisce all’Accordo potrà accedere all’archivio delle sue fatture fino al 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI, dopo di che, entro 60 giorni, i dati saranno cancellati,
  • nell’altra vengono acquisiti i soli “dati fattura” di natura strettamente fiscale estrapolati dalle fatture elettroniche che verranno trattati dall’Agenzia delle entrate per le attività istituzionali di assistenza e controllo automatizzato mediane il loro incrocio con i dati presenti nelle altre banche dati dell’Agenzia delle entrate; questi dati sono consultabili fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino a quando non siano definiti gli eventuali giudizi.

NB: con le modifiche introdotte dal D.L. 124/2019 l’Agenzia delle entrate conserverebbe le fatture nella loro interezza fino all’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla chiusura degli eventuali giudizi a prescindere dall’adesione al servizio di consultazione da parte del contribuente allo scopo di effettuare le attività di controllo antievasione, rendendole visibili per intero agli interessati solo in caso di adesione.

Si segnala però che:

  • il decreto deve ancora essere convertito in legge e potrebbe pertanto subire delle modifiche
  • il Garante della privacy ha già avanzato riserve alla conservazione integrale delle fatture anche in assenza di adesione al servizio di consultazion

In pratica, se non si aderisce al Servizio di consultazione e acquisizione l’Agenzia delle entrate rende consultabile e scaricabile il file completo della fattura solo fino all’avvenuto recapito della stessa al destinatario; una volta consegnata la fattura conserva solo i “dati fattura”, cancellando il resto.


1.1 Termini e modalità di adesione

Per aderire al Servizio di consultazione e acquisizione delle fatture emesse e ricevute a partire dal 1° gennaio di quest’anno è stata prevista una finestra temporale che si è aperta il 1° luglio e scade il prossimo 31 ottobre.

Se l’adesione avviene dal 1° novembre in avanti si potranno visualizzare i dati completi solamente delle fatture emesse e ricevute dopo la data di adesione.

È sempre possibile recedere dall’adesione.

In caso di mancata adesione entro il 31 ottobre 2019 l’Agenzia delle entrate cancellerà – entro il 30 dicembre 2019 – le fatture memorizzate fino al 31 ottobre e conserverà i soli “dati fattura”, che verranno mantenuti per le attività istituzionali di assistenza e di controllo automatizzato, fino a che non saranno decorsi i termini per gli eventuali accertamenti (cioè entro il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento ovvero definiti gli eventuali giudizi).

Per aderire al Servizio:

  • le parrocchie titolari del solo codice fiscale (utilizzando un’identità SPID o richiedendo le credenziali fisconline) devono entrare, attraverso le credenziali nella propria area riservata “Le tue fatture”, accedere al servizio “Consulta le tue fatture di acquisto” e cliccare sul riquadro “Adesione”; verrà proposta la lettura e accettazione dell’Accordo e sarà necessario apporre il relativo flag, dopodiché si riceverà la segnalazione che la richiesta è stata presa in carico e che è in corso di elaborazione ( vedi il percorso guidato delle schermate),
  • le parrocchie titolari di codice fiscale e di partita devono entrare nella propria area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” e scegliere tra i servizi disponibili quello denominato “Consultazione” dove si trova il link per effettuare la scelta, selezionando il quale viene proposto in lettura l’accordo di adesione al servizio. Apponendo un flag per confermare la lettura e accettazione dell’Accordo verrà segnalato che la richiesta è stata presa in carico ed è in corso di elaborazione; l’adesione può anche essere affidata ad un intermediario abilitato (vedi il percorso guidato delle schermate).


2. IL SERVIZIO DI CONSERVAZIONE DELLE FATTURE

Un altro aspetto della fatturazione elettronica, del tutto diverso da quello di consultazione di cui abbiamo detto sopra, riguarda la loro conservazione. Va infatti precisato che le fatture elettroniche emesse e ricevute devono essere conservate elettronicamente per obbligo di legge e il processo di conservazione elettronica (che non vuol dire salvare il documento sul computer) deve rispettare le regole tecniche contenute nel codice dell’amministrazione digitale (CAD).

Tutti gli operatori economici, quindi, comprese le parrocchie che svolgono attività commerciali, sono tenute alla conservazione elettronica delle fatture alla quale possono provvedere:

  • acquistando il servizio da operatori privati certificati,
  • aderendo al Servizio di conservazione elettronica offerto gratuitamente dall’Agenzia delle entrate.

È anche possibile fornirsi di entrambi i servizi di conservazione.

Il Servizio di conservazione elettronica offerto dall’Agenzia delle entrate può essere utilizzato solo dalle parrocchie dotate di partita IVA, mediante adesione all’Accordo di servizio, da esprimere accedendo all’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi” (vedi il percorso guidato delle schermate).

La durata dell’Accordo è triennale decorrenti dalla data di adesione e si rinnova di triennio in triennio a seguito ulteriore adesione.

La durata della conservazione delle fatture è di 15 anni, ma l’interessato può richiedere, prima dello spirare del termine, di conservare le fatture di suo interesse anche per un periodo più lungo.

L’ente che ha aderito al Servizio di conservazione può richiedere all’Agenzia delle entrate l’esibizione delle fatture elettroniche che sono state portate in conservazione.

Si sottolinea che la funzione di esibizione delle fatture è del tutto diversa da quella di consultazione:

  • nel primo caso si tratta di presentare una richiesta all’Agenzia delle entrate per avere la disponibilità di un documento conservato in una banca dati non accessibile direttamente all’utente;
  • nel secondo caso, invece, si tratta di accedere direttamente alla banca dati delle proprie fatture conservate nell’area riservata della piattaforma Fatture e corrispettivi.

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