{"id":880,"date":"2018-03-12T11:23:03","date_gmt":"2018-03-12T10:11:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=880"},"modified":"2018-03-12T11:23:03","modified_gmt":"2018-03-12T10:23:03","slug":"san-carpoforo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/news\/san-carpoforo-880.html","title":{"rendered":"San Carpoforo"},"content":{"rendered":"<p>Secondo la tradizione\u00a0 la chiesa di san Carpoforo venne edificata per volont\u00e0 di santa Marcellina, sorella di sant&#8217;Ambrogio, sul luogo dove anticamente sorgeva un tempio dedicato alla dea Vesta, tuttavia, la sua esistenza \u00e8 attestata con certezza solo a partire dal 813 grazie alle affermazioni del Gulini.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> Consultando una planimetria redatta in occasione della Visita Pastorale del 1610<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> possiamo venire a conoscenza della disposizione della chiesa: la facciata era preceduta da un pronao, il campanile era collocato sulla parte destra della facciata, la navata era intersecata da un transetto e si concludeva con un&#8217;abside ricurva, l&#8217;altare maggiore posto all&#8217;intersezione della navata con il transetto era sopraelevato, il ciborio \u2013 secondo il Torre simile a quello di sant&#8217;Ambrogio \u2013 era sostenuto da colonne di porfido provenienti \u2013 secondo la tradizione \u2013 dal tempio di Vesta, la cappella della Confraternita del Santissimo Sacramento (visitata da san Carlo e restaurata alla fine del Cinquecento) era collocata sul latro destro del transetto, le cinque cappelle laterali erano tutte poste sul fianco destro della chiesa (la prima, la seconda e la quarta avevano una pianta rettangolare mentre la terza si caratterizzava per una maggiore profondit\u00e0 e la quinta per l&#8217;abside poligonale), la volta era costituita da travi di legno, l&#8217;illuminazione avveniva grazie a tre finestre, una collocata sopra la porta principale e due sul lato destro,<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> \u00ab[&#8230;] il pavimento \u00e8 formato di laterizio ed ha due ingressi principali da due parti diverse; il maggiore \u00e8 rivolto alla piazza ossia <em>pasqu\u00e9e<\/em>, con portico sul davanti, e l&#8217;altro guarda il cimitero\u00bb.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> Il 30 gennaio 1610, in seguito alla Visita Pastorale, il cardinale Federico Borromeo ordin\u00f2<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> la ricostruzione di san Carpoforo e perci\u00f2 l&#8217;architetto Angelo Puttini rifece la copertura della chiesa realizzando una volta a botte costolonata, apr\u00ec due cappelle sul lato sinistro, rese omogenei i due lati del transetto e vi colloc\u00f2 due altari e ridusse a due le cinque cappelle sul lato sinistro tuttavia la chiesa rimase \u00abpriva di ogni ornamento nell&#8217;esteriore frontespizio, bench\u00e8 al di dentro sia del tutto finita\u00bb (Lattuada).<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> Malgrado questi interventi, san Carpoforo conobbe una progressiva decadenza tanto che gi\u00e0 nel 1760 veniva amministrata da un solo sacerdote. La parrocchia venne soppressa nel 1787 divenendo chiesa sussidiaria della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Carpoforo_(Milano)\">Parrocchia Santa Maria del Carmine<\/a>. Nel 1864 divenuta propriet\u00e0 del Comune di Milano venne spogliata dei suoi arredi, le due colonne di porfido reggenti il ciborio vennero trasportate presso il museo del Castello, successivamente divenne sede dell&#8217;Archivio Storico Civico, fu poi concessa alla Soprintendenza per i beni artistici e storici della Lombardia che la utilizz\u00f2 per fini didattici musicali,<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a> infine, nel 1993 venne concessa in uso gratuito all&#8217;Accademia delle Belle Arti di Brera \u2013 che ancora oggi la utilizza \u2013 come sede per i corsi di decorazione, restauro ed arte sacra contemporanea. La Sovrintendenza per i beni artistici e storici della Lombardia ritiene che nell&#8217;attuale facciata e le finestre risalgano al V secolo inoltre che sia possibile individuare alcune reliquati del campanile romanico.<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a><\/p>\n<p>________<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> M.T. Fiorio, <em>Le Chiese di Milano<\/em>, Credito Artigiano, Milano 1985, p. 111.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> ASDMi, Sez. X \u00abVisite pastorali\u00bb, Serie 13 \u00abSanta Maria del Carmine\u00bb, Volume 6.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> M.T. Fiorio, <em>Le Chiese di Milano<\/em>, Credito Artigiano, Milano 1985, p. 111.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> P. Rotta, <em>Passeggiate storiche ossia le chiese di Milano dalla loro origine fino al presente<\/em>, Tipografia del del rinomato patronato, Milano 1891, p 157.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> ASDMi, Sez. X \u00abVisite pastorali\u00bb, Serie 13 \u00abSanta Maria del Carmine\u00bb, Vol. 5, F. 29, SF. 3.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> M.T. Fiorio, <em>Le Chiese di Milano<\/em>, Credito Artigiano, Milano 1985, p. 111.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> M.T. Fiorio, <em>Le Chiese di Milano<\/em>, Credito Artigiano, Milano 1985, p. 111.<br \/>\n<a title=\"\" href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> M.T. Fiorio, <em>Le Chiese di Milano<\/em>, Credito Artigiano, Milano 1985, p. 111.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Secondo la tradizione\u00a0 la chiesa di san Carpoforo venne edificata per volont\u00e0 di santa Marcellina, sorella di sant&#8217;Ambrogio, sul luogo dove anticamente sorgeva un tempio dedicato alla dea Vesta, tuttavia, la sua esistenza \u00e8 attestata con certezza solo a partire dal 813 grazie alle affermazioni del Gulini.[1] Consultando una planimetria redatta in occasione della Visita [&hellip;]","protected":false},"author":0,"featured_media":883,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ip_address":"","user_agent":"","level":"","revision":"","cookie_id":"","page_referer":"","html_form":""},"categories":[278],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=880"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":886,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/880\/revisions\/886"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/media\/883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=880"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=880"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=880"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}