{"id":595,"date":"2017-09-04T09:00:27","date_gmt":"2017-09-04T07:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=595"},"modified":"2017-09-04T09:00:27","modified_gmt":"2017-09-04T07:00:27","slug":"sezione-ix-carteggio-ufficiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/archivio-storico\/sezione-ix-carteggio-ufficiale-595.html","title":{"rendered":"Sezione IX [Carteggio Ufficiale]"},"content":{"rendered":"<p>Il Sala nella sua presentazione dei fondi dell&#8217;Archivio Storico diocesano, a proposito del <em>Carteggio Ufficiale<\/em> scriveva: \u00abSotto la denominazione generica di Carteggio Ufficiale si comprende lo spoglio del Gabinetto degli Arcivescovi, ed il Carteggio dei Vicari Generali e Cancellieri. Comincia al 1535e viene fino ai nostri giorni, ma con immense lacune. Buona parte di quello riguardante il Pontificato di S. Carlo e dei suoi immediati Successori Gaspare Visconti, Federico Borromeo, Cesare Monti, Alfonso Litta, Federico Visconti, l&#8217;ho trovata gi\u00e0 legata in volumi. Il Carteggio del Cardinale Pozzobonelli e di Filippo Visconti, interessantissimo quant&#8217;altri mai scoprii, quasi casualmente, nel 1854 nell&#8217;antica cucina dei Vicari Generali, ov&#8217;era dimenticato. Lo spoglio del Gabinetto provato del Cardinale Gaisruck mi fu consegnato dall&#8217;ora defunto Vicario Generale Monsignor Burocco [&#8230;]\u00bb.[1]<\/p>\n<p>Il <em>Carteggio Ufficiale <\/em>\u00e8 diviso in 577 cartelle di cui le prime 56 contengono 133 volumi di lettere e memoriali, mentre le altre contengono tutto materiale sciolto. Al <em>Carteggio <\/em>sono da aggiungere anche le circa 6.000 lettere che l&#8217;Archivio Storico diocesano conserva dell&#8217;episcopato Ferrari (il <em>Carteggio Ferrari<\/em>), le 4 cartelle del <em>Carteggio Tosi <\/em>e, infine, le circa 80.000 lettere del <em>Carteggio Schuster<\/em>. La ricchezza di questa sezione dell&#8217;Archivio \u00e8 la testimonianza dell&#8217;\u00abesercizio obbligatorio\u00bb dello scrivere che, dai tempi di Carlo Borromeo, rappresentava l&#8217;anello di congiunzione tra centro e periferia della Diocesi. E&#8217; vero per\u00f2 che un gran numero di lettere \u00e8 sparso in altri fondi, come ad esempio nei volumi delle <em>Visiste Pastorali<\/em>. La scrittura rappresentava la maniera pi\u00f9 sicura per far arrivare anche nei punti pi\u00f9 lontani dal centro della Diocesi le direttive delle autorit\u00e0 centrali, cos\u00ec come rappresentava anche la maniera di far giungere al centro della Diocesi tutte le istanze della periferia. Questa sezione dovrebbe rappresentare una \u00abtappa obbligatoria\u00bb per chi si occupa della storia locale, ma purtroppo \u00e8 ancora tutta da scoprire: la mancanza di un inventario sistematico impedisce una ricerca proficua delle fonti. \u00abQuanto preziosi alla storia ed alle scienze canoniche, quanto utili a far conoscere i nostri Arcivescovi, quanto opportuni a formare abili Segretarii, ed a suggerire savii e prudenti consigli nel governo\u00a0 della Diocesi, nel maneggio degli affari, nelle corrispondenze coi diversi Dicasteri, siano gli atti di questa sezione, non \u00e8 d&#8217;uopo spiegarlo. Tra quelli del tempo di Pozzobonelli e di Filippo Visconti si riscontrano rapporti e memorie che si potrebbe dire veri trattatelli su diversi argomenti, lavorati con quella finezza ed amore che era pur naturale mettessero in corrispondere alla inchiesta del Superiore, quei distinti Ecclesiastici che venivano dagli Arcivescovi sunnominati incaricati di preparare consulte e studj su qualche pi\u00f9 importante occorrenza\u00bb:[2] cos\u00ec il Sala giudica questa sezione dell&#8217;Archivio Storico diocesano. Lo studio approfondito del materiale presente nel <em>Carteggio Ufficiale<\/em>, particolarmente ricco per il Settecento e l&#8217;Ottocento (periodo peraltro poco rappresentato nel fondo <em>Visite Pastorali<\/em>) potrebbe offrire il materiale di ricerca su temi scarsamente conosciuti: \u00abAttraverso la fonte in questione si potrebbe ridar vita a scenari religioso-sociali di estrema vivacit\u00e0 e di estremo interesse\u00bb.[3] Ben pi\u00f9 povero \u00e8 il <em>Carteggio <\/em>per il periodo seicentesco: la scarsit\u00e0 dei documenti di questo secolo \u00e8 un problema ricorrente in tutti gli archivi milanesi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>______________<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] A. Sala, <em>Documenti circa la vita e le gesta di S. Carlo Borromeo, <\/em>Milano 1857, pp. LIII-LIV.<\/p>\n<p>[2] <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p>[3] B.M. Bosatra, <em>Varese, castellanze e Sacro Monte nelle fonti documentarie dell&#8217;Archivio Storico diocesano di Milano<\/em>, in <em>Varese e la sua storia nelle fonti archivistiche<\/em>, in \u00abQuaderni di Lombardia Nord-Ovest\u00bb 1 (1997), pp. 87-98.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Sala nella sua presentazione dei fondi dell&#8217;Archivio Storico diocesano, a proposito del Carteggio Ufficiale scriveva: \u00abSotto la denominazione generica di Carteggio Ufficiale si comprende lo spoglio del Gabinetto degli Arcivescovi, ed il Carteggio dei Vicari Generali e Cancellieri. Comincia al 1535e viene fino ai nostri giorni, ma con immense lacune. 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