{"id":590,"date":"2017-08-31T10:00:27","date_gmt":"2017-08-31T08:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=590"},"modified":"2017-08-31T10:00:27","modified_gmt":"2017-08-31T08:00:27","slug":"il-fondo-dispense-matrimoniali-processetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/archivio-storico\/il-fondo-dispense-matrimoniali-processetti-590.html","title":{"rendered":"Il fondo \u00abDispense matrimoniali\u00bb [processetti]"},"content":{"rendered":"<p>Il fondo delle dispense matrimoniali non fu interessato dal riordino dell\u2019Archivio effettuato dal canonico Aristide Sala negli anni Cinquanta dell\u2019Ottocento: esso non \u00e8 contemplato in alcun inventario \u2018storico\u2019 e gli studiosi non hanno finora mai avuto la possibilit\u00e0 di consultarlo.<\/p>\n<p>La sua peculiarit\u00e0 ha un fondamento giuridico: gli atti di questo fondo sono stati prodotti dalla \u201cCancelleria de\u2019 Matrimonii\u201d, un ufficio di Curia assai importante e attivo dai decenni successivi al Concilio di Trento fino al Novecento, ma del tutto separato dalla Cancelleria arcivescovile. I documenti necessari alla celebrazione di particolari matrimoni, e segnatamente le dispense, erano sottoscritti dal vicario generale (o dal pro-vicario, o dal vicario capitolare) che in alcuni casi operava <em>auctoritate Apostolica <\/em>poich\u00e9 tale potest\u00e0 \u00absi compete solo al Sommo Pontefice, essendo questo l\u2019uso e la disciplina generale di tutta la Chiesa\u00bb (cfr. F. Terzago, <em>Instruzione pratica per li confessori sopra gli impedimenti matrimoniali<\/em>, Venezia, 1790, p. 139, reperibile <em>online<\/em>, cui si rimanda per un\u2019esauriente e agile trattazione della materia).<\/p>\n<p>Dal punto di vista quantitativo, nella sua sistemazione attuale, il fondo \u00e8 costituito da 295 metri lineari di documenti: circa tremila filze (per un arco temporale che va dal 1565 al 1899) e una quarantina di registri (dal 1668 al 1894), questi ultimi faticosamente riuniti al resto del <em>corpus<\/em> dopo la loro dispersione in altre sezioni dell\u2019Archivio.<\/p>\n<p>Le filze presentano caratteristiche affatto diverse dalle consuete modalit\u00e0 di confezionamento operate dal Sala: sono rari i \u2018piatti\u2019 in cartone che solitamente le proteggono, le fettucce di chiusura le avvolgono solo orizzontalmente, le strisce di carta che ne identificavano il contenuto sono spesso perdute. Sono quindi unit\u00e0 di conservazione assai fragili, mute, i cui documenti pi\u00f9 esterni sono laceri e sporchi; l\u2019ordine originario delle filze \u2013 quello strettamente cronologico \u2013 \u00e8 inoltre stato sconvolto a causa dell\u2019assoluta confusione provocata dal loro trasferimento fuori citt\u00e0 durante l\u2019ultima guerra.<\/p>\n<p>In questa disarmante situazione \u00e8 stato compiuto, dal 2012 al 2014, il mio lavoro di \u00abriordino virtuale\u00bb ispirato ai criteri enunciati nell\u2019art. 20 del <em>Regolamento dell\u2019Archivio storico diocesano<\/em>, ove si suggerisce come operare nei casi di alterazione dell\u2019ordine originario delle carte.<\/p>\n<p>Ogni pezzo \u00e8 stato verificato: fino al 1640, le filze contengono documentazione che copre lunghi periodi, anche anni, mentre in seguito si va assestando la scansione mensile. Sono comunque presenti singole mensilit\u00e0 (soprattutto invernali) distribuite in pi\u00f9 pezzi per l\u2019estrema abbondanza del materiale. In alcuni casi \u00e8 stato necessario disgregare filze posticce (create accorpando mensilit\u00e0 eterogenee che si erano confuse), senza mutarne la posizione.<\/p>\n<p>I dati raccolti sono stati inseriti in un foglio di calcolo che ha determinato l\u2019attribuzione di un doppio numero d\u2019ordine: uno di catena, che indica l\u2019attuale posizione, e uno cronologico che potr\u00e0 essere utile in caso di futuro riordino materiale. Entrambi i numeri, con le date, sono stati riportati su fascette in cartoncino che hanno trovato solido appiglio alle fettucce delle filze.<\/p>\n<p>Contestualmente, si \u00e8 redatto l\u2019inventario che permette di risalire agevolmente al pezzo partendo dalla data desiderata, dopo aver eventualmente consultato i registri per circoscrivere il periodo.<\/p>\n<p>Lo studioso potr\u00e0 quindi individuare nelle filze il singolo fascicolo, il cui foglio esterno, a mo\u2019 di camicia, costituisce la dispensa vera e propria firmata dal vicario, contrassegnata (dal 1679) in alto a sinistra dai cognomi delle parti e dalla data cronica.<\/p>\n<p>Vi sono dispense per consanguineit\u00e0, per affinit\u00e0, dispense dalle pubblicazioni, dichiarazioni di \u201cstato libero\u201d, richieste di certificati; all\u2019interno, le lettere di supplica, i certificati di nascita degli sposi, a volte alberi genealogici, nonch\u00e9 i veri e propri \u2018processetti\u2019 ove due testimoni dichiarano sotto giuramento di conoscere gli sposi e le condizioni che hanno portato alla richiesta di dispensa. Non \u00e8 raro imbattersi in pergamene o curiosi documenti provenienti da diocesi lontane.<\/p>\n<p>Dai pi\u00f9 umili, i quali spesso si sposavano in condizioni di \u00ab<em>angustia loci<\/em>\u00bb, ai pi\u00f9 illustri che vedevano di buon occhio un matrimonio tra parenti o comunque senza pubblicazioni, tutti sembrano prima o poi comparire tra queste carte sorprendenti: le vicende di artisti, principi, condottieri e popolani possono essere illuminate, quando \u00e8 nota l\u2019epoca del loro matrimonio, da una semplice ricognizione in questo fondo, che ha costituito per tanti secoli un impenetrabile \u2018segreto\u2019 della Curia e ora \u00e8 offerto agli studiosi in tutta la sua ricchezza storica, giuridica, canonica e sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il fondo delle dispense matrimoniali non fu interessato dal riordino dell\u2019Archivio effettuato dal canonico Aristide Sala negli anni Cinquanta dell\u2019Ottocento: esso non \u00e8 contemplato in alcun inventario \u2018storico\u2019 e gli studiosi non hanno finora mai avuto la possibilit\u00e0 di consultarlo. 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