{"id":1703,"date":"2022-06-28T00:00:00","date_gmt":"2022-06-28T09:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=1703"},"modified":"2022-06-30T10:25:06","modified_gmt":"2022-06-30T08:25:06","slug":"trezzo-sulladda-lhospitale-di-s-bartolomeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/news\/trezzo-sulladda-lhospitale-di-s-bartolomeo-1703.html","title":{"rendered":"Trezzo sull&#8217;Adda, l&#8217;hospitale di s. Bartolomeo"},"content":{"rendered":"<p class=\"Standard\"><span class=\"Standard__Char\">Erano 3, lo abbiamo gi\u00e0 detto, i priorati di Trezzo con annessa una chiesa: s. Benedetto dei Cluniacensi in Portesana, soppresso nel 1796 e oggi propriet\u00e0 dell\u2019Opera Pia; s. Domenico degli Agostiniani, i cui beni pervengono nel 1573 al Seminario arcivescovile di Milano, che affitta ai Cruciferi l\u2019edificio principale su via Dante o forse via s. Caterina; s. Bartolomeo dei Cruciferi sull\u2019omonima piazza, aggregato nel 1654 all\u2019Ospedale maggiore di Milano. Tutti e 3 i siti sono di antica fondazione e offrono ospitalit\u00e0: il primo ai pellegrini, gli altri 2 anche a poveri e malati per 3 giorni consecutivi; solo s. Bartolomeo ha per\u00f2 un hospitale. Non \u00e8 un nosocomio in senso moderno ma un ospizio caritatevole, attestato gi\u00e0 nel 1264 e almeno dal 1365 sotto l\u2019esplicita invocazione all\u2019apostolo. Nel 1513 l\u2019attiguo oratorio viene affrescato con le figure dei santi Ambrogio, Sebastiano e Rocco, ancora riconoscibili nel 1815: sono i Santi specialmente invocati lungo le epidemie. Carlo Borromeo visita nel 1566 il priorato di s. Bartolomeo, tenuto dai Cruciferi del convento milanese di s. Maria dei miracoli di s. Croce fuori porta Ticinese. Il sito di Trezzo ha un beneficio in 299 pertiche: 13 campi, 6 vigne, un castagneto in Val di porto. Governa questi beni il priore fra Ottaviano, unico sacerdote residente e officiante il vicino oratorio. Il tempio ha una parte aperta, forse a portico verso l\u2019ospedale: Borromeo ordina che venga chiusa e che si provveda inoltre il pavimento interno. Nel 1573 il cardinale sopprime il priorato di s. Domenico, aggregandolo al Seminario arcivescovile: quella casa priorale resta per\u00f2 in affitto agli stessi Cruciferi che tengono s. Bartolomeo. Nel 1653 l\u2019Ordine viene sciolto per bolla papale e, un anno dopo, l\u2019Ospedale maggiore di Milano ne annette i beni trezzesi. Il sito di s. Bartolomeo non annovera pi\u00f9 l\u2019antico hospitale ma solo la chiesa con campanile e il luoco chiamato il chiosetto con corte et giardino et casa. Ricade tutto in affittanza: nel 1654 a Marc\u2019Antonio Comi, ucciso da archibugiata 23 anni dopo; nel 1679 ai Landriani. Il locatario assolve l&#8217;obbligo di far celebrare 2 messe settimanali nell\u2019oratorio, restaurato a spese dell\u2019Ospedale maggiore. Per ripristinare il culto, nel 1694 l\u2019ente sistema tegole e soffitto, imbianca gli interni e vernicia l\u2019ancona lignea dell\u2019altare, dove ricolloca il Martirio di s. Bartolomeo con due manigoldi; questa tela, altrove definita preziosissima, viene rappezzata a Milano perch\u00e9 ha il telaio corroso da sorci. Nel 1706 \u00e8 cappellano don Carlo de Caroli, proprietario della vicina casa da nobile, oggi sede di municipio. Segue un periodo di tale incuria che add\u00ec 23 maggio 1787 a mezzogiorno il soffitto di s. Bartolomeo crolla per met\u00e0. L\u2019Ospedale maggiore paga il restauro e l\u2019adeguamento del tempio a pubblica scuola perch\u00e9 il Comune gli rifonda quella spesa nel prezzo dell&#8217;eventuale acquisto. Non il quadro d\u2019altare ma l\u2019obbligo di 2 messe settimanali e alcune suppellettili passano allora alla parrocchia di Concesa. Nel 1799 l\u2019Ospedale maggiore vende l\u2019intero sito di s. Bartolomeo a Carlo Nerini, che erige qui la propriet\u00e0 oggi Arrigoni: lungo gli scavi fondativi del 1815 emergono le sepolture di 2 ecclesiastici presso il presbiterio dell\u2019ex-chiesa. Il prevosto trezzese li ritiene Gesuiti ma si tratta forse di Cruciferi, gi\u00e0 priori di s. Bartolomeo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\"><span class=\"Standard__Char\">Fonti<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\"><span class=\"Standard__Char\">__________<\/span><\/p>\n<p class=\"Standard\"><span class=\"Standard__Char\">APT: 3 e\u00a0liber defunctorum, 1815 (ringrazio d. Alberto Cereda e Teresina Quadri). ASDMi, X, Treviglio, 1. ASMi: Atti dei notai, 48487; Appendice notai, 28 (ringrazio Marco Gerosa). OM: Aggregazioni, s. Croce, 47 e 48; Prerogative, Giuspatronati, 246 (ringrazio Paolo Galimberti). Lusuardi Siena-Giostra 2012, Mazza 2002. Il testo riprende l&#8217;articolo pubblicato sull\u2019informatore comunale\u00a0<\/span><span class=\"Standard__Char\">La Citt\u00e0 di Trezzo sull\u2019Adda \u2013 Notizie<\/span><span class=\"Standard__Char\">\u00a0nel giugno 2022. Si ringrazia la redazione e l\u2019Amministrazione municipale per l\u2019assenso a divulgare gli scritti; si ringrazia inoltre la Raccolta Rino Tinelli per l&#8217;immagine storica fornit<a name=\"_GoBack11\"><\/a>a a corredo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Erano 3, lo abbiamo gi\u00e0 detto, i priorati di Trezzo con annessa una chiesa: s. Benedetto dei Cluniacensi in Portesana, soppresso nel 1796 e oggi propriet\u00e0 dell\u2019Opera Pia; s. 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