{"id":1681,"date":"2022-06-17T11:09:14","date_gmt":"2022-06-17T09:04:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=1681"},"modified":"2022-06-17T11:09:14","modified_gmt":"2022-06-17T09:09:14","slug":"trezzo-sulladda-il-priorato-agostiniano-di-s-domenico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/news\/trezzo-sulladda-il-priorato-agostiniano-di-s-domenico-1681.html","title":{"rendered":"Trezzo sull\u2019Adda, il priorato agostiniano di s. Domenico"},"content":{"rendered":"<p>Nel 1581 l\u2019autorit\u00e0 arcivescovile interroga due anziani trezzesi, il fabbro Matteo Miglione e il notaio Nicol\u00f2 Andrei, circa gli usi dell\u2019ospitalit\u00e0 locale. Dall\u2019XI secolo il priorato cluniacense di s. Benedetto in Portesana accoglie pellegrini e viandanti lungo l&#8217;Adda ma chi accudisce i poveri e gli malati nel borgo di Trezzo? I due anziani interpellati rispondono: c\u2019erano altri due priorati, retti cio\u00e8 da priore e non da abate, che garantivano vitto e alloggio ai bisognosi per tre giorni consecutivi in ricoveri istituiti presso piccole chiese. Sul lato nord dell\u2019omonima piazza il priorato di s. Bartolomeo gestiva l\u2019hospitale che, fin dal \u2018200, forniva cure pi\u00f9 caritatevoli che medicali; l\u2019edificio passa all\u2019Ospedale maggiore di Milano e viene assorbito dall\u2019ex-casa Nerini. In rapporti con l\u2019hospitale, il priorato o domus di s. Domenico occupava il lato destro di via Dante o quello sinistro di via s. Caterina in uscita dal borgo. A fine \u2018700 le soppressioni giuseppine colpiscono s. Benedetto e s. Bartolomeo. Ma quale fu il destino del terzo priorato? Gli Eremitani di s. Agostino tengono per secoli la domus di s. Domenico. Il primo priore noto \u00e8 Jacobino de Agris alla cui morte succede nel 1362 il trezzese Ambrogio de Agris. L\u2019ultimo priore \u00e8 il milanese Giulio Cattaneo alla cui morte Carlo Borromeo sopprime nel 1573 il priorato e ne aggrega al Seminario arcivescovile i beni, poi affittati ai Cruciferi. Forse proprio a partire dal sito trezzese l\u2019Ordine di s. Agostino radica lungo l\u2019Adda dove, nel 1389, accetta in dono da Beltrando da Cornate l\u2019odierno santuario di s. Maria della Rocchetta. Nel 1595 Trezzo ospita almeno due Agostiniani tra cui Cornelio Pinardi da Spinadesco, cappellano nell&#8217;oratorio di s. Marta. Nel \u2018600 il borgo matura la chiamata dei fratelli vescovi Domenico e Gerolamo Valvassori, entrambi Agostiniani. Lungo l&#8217;Adda anche la titolazione del lazzaretto a s. Agostino evoca l\u2019Ordine, di cui fa forse parte Gerolamo Tosi, confessore degli appestati nell&#8217;epidemia del 1577. In visita pastorale al borgo 11 anni prima Carlo Borromeo annota i benefici ecclesiastici pi\u00f9 ricchi di Trezzo: s. Benedetto, s. Domenico, s. Bartolomeo. Oltre alla casa, il sito agostiniano gode 304 pertiche di campi, vigne, boschi e orti tra Trezzo, Colnago e Busnago; eppure la chiesa di s. Domenico \u00e8 ridotta a cella vinaria con un fienile sopra l\u2019altare. A Roma il priore Cattaneo era cameriere segreto di papa Pio IV e non si curava dell\u2019oratorio, addossato tra case e cascine senza un edificio proprio. Il cardinale ordina che si murino gli ingressi laterali alla chiesa, ampliando quello verso la strada ma nel 1570 il visitatore Leonetto Chiavone lamenta che nulla \u00e8 stato eseguito. D\u2019intesa con Cattaneo il nobile Vincenzo Cusani, curato di Concesa, celebra due messe settimanali nella chiesa sporca e senza pavimento; davanti agli affreschi scoloriti, l\u2019altare sta ancora sotto il fienile. Le rendite del priorato vengono assegnate alla fabbriceria parrocchiale perch\u00e9 le spenda in restauri all\u2019oratorio, ridotto infine ad usi profani dopo il 1573: in parrocchia si istituisce allora l\u2019altare di s. Domenico per celebrare qui la solennit\u00e0 del Santo e le 104 messe annue del soppresso priorato, edificio oggi del tutto scomparso.<\/p>\n<p>Fonti<br \/>\n__________<\/p>\n<p>ASDMi, X: Treviglio 3 e Trezzo 1, 2, 4; XI, 24; ASMi, Atti dei notai: 9 (ringrazio Marco Gerosa); 13932, 21027. Bonomi 2016 e 2021, Castagna 2019, Ghezzi 2010, Mazza 2010, Piccone Conti 2012. Il testo riprende l&#8217;articolo pubblicato sull\u2019informatore comunale La Citt\u00e0 di Trezzo sull\u2019Adda \u2013 Notizie nel marzo 2022. Si ringrazia la redazione e l\u2019Amministrazione municipale per l\u2019assenso a divulgare gli scritti; si ringrazia inoltre la Raccolta Rino Tinelli per l&#8217;immagine storica fornita a corredo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel 1581 l\u2019autorit\u00e0 arcivescovile interroga due anziani trezzesi, il fabbro Matteo Miglione e il notaio Nicol\u00f2 Andrei, circa gli usi dell\u2019ospitalit\u00e0 locale. Dall\u2019XI secolo il priorato cluniacense di s. Benedetto in Portesana accoglie pellegrini e viandanti lungo l&#8217;Adda ma chi accudisce i poveri e gli malati nel borgo di Trezzo? 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