{"id":1506,"date":"2021-04-23T13:34:13","date_gmt":"2021-04-23T11:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=1506"},"modified":"2021-04-23T13:34:13","modified_gmt":"2021-04-23T11:34:13","slug":"san-vittore-e-quaranta-martiri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/archivio-storico\/san-vittore-e-quaranta-martiri-1506.html","title":{"rendered":"San Vittore e quaranta martiri"},"content":{"rendered":"<p>Proseguendo l\u2019informatizzazione dell\u2019inventario cartaceo realizzato da monsignor Ambrogio Palestra \u00e8 stato possibile rivenire un interessante disegno a penna relativo alla chiesa di San Vittore e quaranta martiri che ci \u00e8 parso come un invito a scrivere questa breve nota storica.<\/p>\n<p>L\u2019esistenza dell\u2019edificio di culto \u00e8 confermata dal Landolfo, dal Beroldo e da un anonimo (1065) ed \u00e8 attestata come \u00abcapella\u00bb alla fine del secolo XIV (<em>Notitia cleri<\/em>, 1398), come parrocchia alla met\u00e0 del secolo XV (<em>Status ecclesiae mediolanensis<\/em>), come parrocchia nel 1524 (<em>Rubrica parrocchie citt\u00e0 di Milano,<\/em> 1524), come rettoria nel 1564 (<em>Liber seminarii<\/em>, 1564), come parrocchia nel 1576 (<em>Decreti Famagosta<\/em>, 1576), come rettoria (<em>Registro benefici diocesi di Milano<\/em>, 1579-1585), come parrocchia fra i secoli XVI e XVII negli atti delle visite pastorali compiute dai vari delegati arcivescovili, dagli arcivescovi di Milano ed in particolare dal cardinale Federico Borromeo.<\/p>\n<p>Da queste iniziali brevi informazioni possiamo facilmente dedurre che la chiesa di San Vittore e quaranta martiri risalga probabilmente al secolo XI e, facendo riferimento al Calendario Sitoniano, che il suo nome come anche il nome della Contrada all\u2019interno della quale sorgeva \u00e8 strettamente legato alla festa dei martiri (<em>VI idus Januari<\/em>). Originariamente la sua facciata era compresa tra due paraste laterali che sorreggevano un timpano triangolare in modo da ricordare la struttura del tempio classico.<\/p>\n<p>Ad ogni modo la prima descrizione completa e corredata da disegni risale al 1581, probabilmente redatta in occasione della visita pastorale compiuta da Ottaviano Abbiate de&#8217; Forieri, delegato del cardinale Carlo Borromeo. La descrizione scritta insieme al disegno (parzialmente quotato, privo di scala metrica ma corredato da varie note) forniscono molte informazioni sia circa la struttura architettonica dell\u2019edificio che sulla conformazione del tessuto urbano circostante. La chiesa \u00e8 costituita da un\u2019unica navata conclusa da un\u2019abside curva, sul lato sinistro vi \u00e8 una sola cappella mentre sul lato sinistro vi sono due cappelle una delle quali di modestissime dimensioni. Il disegno attesta la presenza di tre altari interni (il maggiore e due laterali) mentre un quarto \u00e8 collocato all\u2019esterno della chiesa protetto, tuttavia, da una cappella che si affaccia su una piccola piazza sul lato settentrionale della chiesa. Il battistero si trova all\u2019interno della cappella di modestissime dimensioni sul lato destro dell\u2019aula mentre la sagrestia con il vicino campanile si trovano a destra dell\u2019altare maggiore. Sul lato meridionale vi \u00e8 l\u2019ingresso alla casa parrocchiale e nella piazza trova posto anche un piccolo cimitero.<\/p>\n<p>La pianta della chiesa di San Vittore e quaranta martiri viene nuovamente redatta nel 1639 \u2013 mentre Cesare Monti \u00e8 arcivescovo di Milano \u2013 in occasione di un processo per violazione del diritto d\u2019asilo e dell\u2019immunit\u00e0 ecclesiastica. In un documento allegato agli atti di processo (5 ottobre 1639) si parla dell\u2019\u00ab<em>extractione <\/em>di Carlo Bossi da una casa del Santissimo Sacramento della chiesa di S.to Vittore e quaranta martiri quale \u00e8 attaccata alla medesima chiesa\u00bb. Si ipotizza dunque che il disegno sia stato realizzato per stabilire con maggior precisione la posizione dei vari edifici relativi alla chiesa, cos\u00ec da non avere dubbi in sede di processo.<\/p>\n<p>Dal confronto fra le due piante \u00e8 possibile notare come la chiesa abbia subito negli anni alcune modifiche. La pi\u00f9 rilevante appare essere l\u2019inserimento della \u00abCappella di Santa Maria della Corte\u00bb all\u2019interno della chiesa di modo che non sia pi\u00f9 spazio aperto adibito alla devozionale mariana bens\u00ec luogo di collocazione del fonte battesimale. La struttura del sagrato rimane invariata, ma viene descritta in modo molto pi\u00f9 dettagliato, soprattutto per quanto riguarda l\u2018ingresso indicato come unico e delimitato da \u00abcholonette et barre\u00bb.<\/p>\n<p>Nel 1674, ai tempi del Torre, la chiesa subisce una serie di grandi interventi dei quali, tuttavia, non siamo in possesso di disegni specifici o documenti dell\u2019epoca che ne possano attestare la nuova configurazione. Ad ogni buon conto possono essere visionate alcune piante \u2013 molto schematiche \u2013 facenti parte di alcune cartine storiche della Citt\u00e0 di Milano come, ad esempio, quella di Giovanni Filippini dalla quale appare con chiarezza la presenza di cinque cappelle e l\u2019accesso alla chiesa dalla piazza del sagrato.<\/p>\n<p>Con il nuovo compartimento territoriale delle parrocchie della citt\u00e0 e dei Corpi Santi di Milano, che ha pieno effetto dal 25 dicembre 1787, la parrocchia di San Vittore e quaranta martiri viene soppressa, e unita alla parrocchia di Santa Maria della Scala in San Fedele tanto che il Rotta nel 1891 afferma: \u00abLa chiesa, gi\u00e0 rifabbricata, tutt\u2019ora \u00e8 conservata e serve da Oratorio festivo ad un manipolo di giovani addetti alla Parrocchia di San Fedele\u00bb fra i quali pare figurasse Gabrio Piola. Tuttavia non essendo pi\u00f9 considerato un edificio di culto la chiesa scomparir\u00e0 anche dalle carte urbane.<\/p>\n<p>Infine l\u2019ultima rappresentazione grafica della chiesa risale al 1927 come parte della relazione in vista delle operazioni di demolizione necessarie per attuare il nuovo Piano Regolatore ossia la realizzazione di Piazza Crispi (attuale Piazza Meda) che culmineranno nel 1929 quando la chiesa venne definitivamente rasa al suolo.<\/p>\n<p>Con i proventi della vendita si provvide a costruire non solo la chiesa della Madonna della Medaglia miracolosa (attuale sede della Parrocchia) ma anche il nuovo edificio di culto sito in viale Lucania dedicato a San Vittore e quaranta martiri, all\u2019interno del quale vennero trasportati gli affreschi, gli altari e l\u2019organo della chiesa da poco demolita. La nuova chiesa di San Vittore e quaranta martiri si caratterizza per linee sobrie ed aggraziate per l\u2019interno ad unica navata a pianta rettangolare con volta decorata da Colombo da Tradate ed affrescata dal pittore Albertazzi.<\/p>\n<p>Anche se pare vi fossero delle immagini realizzate dal sacerdote Carlo Ponzoni ritraenti la chiesa prima della demolizione non vi \u00e8 traccia di tale documentazione fotografica.<\/p>\n<p>Degno di nota \u00e8 sapere che a questa Parrocchia appartennero personaggi illustri come Lanzo Corti, Alberico Settala, Sant\u2019Erlembardo Cotta (che insieme a Sant\u2019Arialdo, si oppose alla diffusione degli errori dottrinali mutuati dai simoniaci e dei nicolaiti) ed il parroco Gian Antonio Bonsaglio (\u03b1 Seregno 1685 \u2013 \u03a9 Milano 1756) noto docente di Teologia morale e confessore del cardinale Pozzobonelli.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>________<\/p>\n<p>Fonti:<\/p>\n<ul>\n<li>Renato Francesco, \u00abVittore e Quaranta Martiri, chiesa di S.\u00bb in <em>Dizionario della Chiesa ambrosiana <\/em>(vol. VI), Nuove Edizioni Duomo, Milano 1993, 4007-4008.<\/li>\n<li>Serviliano Lattuada, <em>Descrizione di Milano<\/em> (tomo V), Milano 1737, num. 246.<\/li>\n<li>Paolo Rotta, <em>Passeggiate storiche ossia le chiese di Milano dalla loro origine sino al presente<\/em>, Tipografia del rinomato patronato, Milano 1891, 181-182.<\/li>\n<li>Adele Buratti Mazzotta (a cura di), <em>I disegni dell\u2019Archivio storico diocesano di Milano<\/em>, edizioni Biblioteca di via Senato, Milano 2002, 62 e 135.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Vittore_e_Quaranta_martiri\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Chiesa_di_San_Vittore_e_Quaranta_martiri<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Proseguendo l\u2019informatizzazione dell\u2019inventario cartaceo realizzato da monsignor Ambrogio Palestra \u00e8 stato possibile rivenire un interessante disegno a penna relativo alla chiesa di San Vittore e quaranta martiri che ci \u00e8 parso come un invito a scrivere questa breve nota storica. 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