{"id":1418,"date":"2020-01-07T14:17:34","date_gmt":"2020-01-07T13:17:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=1418"},"modified":"2020-01-07T14:17:34","modified_gmt":"2020-01-07T13:17:34","slug":"giovanni-morone-e-la-riforma-cattolica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/news\/giovanni-morone-e-la-riforma-cattolica-1418.html","title":{"rendered":"Giovanni Morone e la Riforma cattolica"},"content":{"rendered":"<p>Ci permettiamo di consigliare la lettura del testo prodotto dal Firpo e del Maifreda per poter conoscere in modo equilibrato la figura e l&#8217;operato del Morone.<\/p>\n<p>La vita di Giovanni Morone (1509-80) appare paradossale perch\u00e9 pur essendo stato due volte legato papale al concilio di Trento sia nella prima fallita convocazione (1542-43) sia nell&#8217;ultima (1562-63), quando &#8211; secondo le affermazioni di Hubert Jedin &#8211; ebbe il merito di averlo salvato dal fallimento, fu oggetto di gravi accuse di eresia, sfociate nel processo inquisitoriale preparato per anni in segreto da Gian Pietro Carafa e formalizzato nel giugno del &#8217;55, all&#8217;indomani della sua elezione papale. Un processo reso pubblico due anni dopo con il clamoroso arresto di \u00abcos\u00ec grande cardinale, [..] in voce certa di esser papa\u00bb, come ebbe a dire Enrico II re di Francia.<\/p>\n<p>Solo la morte del pontefice inquisitore consent\u00ec al Morone di sfuggire alla condanna a morte. E solo l&#8217;appoggio e la stima dei sovrani asburgici ossia Filippo II re di Spagna e di Ferdinando I imperatore gli permise di uscire da Castel Sant&#8217;Angelo dopo 27 mesi di prigionia, di partecipare al conclave di Pio IV, suo amico e concittadino, che lo assolse i primi di marzo 1560 ossia poche settimana dopo la propria elezione e di tenere le redini dei principali avvenimenti coevi: dall&#8217;alleanza che port\u00f2 alla battaglia di Lepanto alla crisi della repubblica di Genova.<\/p>\n<p>Impareggiabile diplomatico formatosi nella Milano degli Sforza, protagonista dei colloqui di religione nella Germania sconvolta da Lutero, amico di Vittoria Colonna e committente di Michelangelo, vescovo riformatore, Morone fu uomo di grande prestigio europeo, la cui memoria \u00e8 stata tuttavia riproposta solo in chiave di esemplare prelato cattolico, rimuovendo i drammatici conflitti interni alla gerarchia ecclesiastica che segnarono la sua vita ed ebbero un peso decisivo nel delineare l&#8217;identit\u00e0 della Chiesa cattolica nella lunga et\u00e0 della Controriforma.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, la vicenda paradossale del \u00abnostro\u00bb porporato illustre, il cui profilo storico e storiografico trascolora di volta in volta nell&#8217;immagine dell&#8217;eretico o del \u00abbaluardo della fede cattolica\u00bb, sarebbe durato anche negli anni seguenti, come dimostra la ripresa del processo preparata\u00a0 da un altro papa inquisitore quale Pio V, anche se mai attuata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>________<\/p>\n<p>Fonte: M. Firpo &#8211; G. Maifreda, <em>L&#8217;eretico che salv\u00f2 la Chiesa. Il cardinale Giovanni Morone e le origini della Controriforma<\/em>, Einaudi, Torino 2019.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Ci permettiamo di consigliare la lettura del testo prodotto dal Firpo e del Maifreda per poter conoscere in modo equilibrato la figura e l&#8217;operato del Morone. 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