{"id":1366,"date":"2019-10-21T15:25:01","date_gmt":"2019-10-21T13:22:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/?p=1366"},"modified":"2019-10-21T15:25:01","modified_gmt":"2019-10-21T13:25:01","slug":"santantonio-alla-motta-varese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/archiviostoricodiocesano\/news\/santantonio-alla-motta-varese-1366.html","title":{"rendered":"Sant&#8217;Antonio alla Motta &#8211; Varese"},"content":{"rendered":"<p>La presenza del cristianesimo nel varesotto \u00e8 attestata sin dai secoli V-VI mentre per il centro della Citt\u00e0 di Varese dobbiamo attendere il secolo VIII. Probabilmente gi\u00e0 nel secolo IV esisteva un oratorio dedicato alla venerazione del Martire Vittore tuttavia dobbiamo attendere la met\u00e0 del secolo XVI per poter entrare in possesso di testimonianze circa le successive evoluzioni architettoniche della Basilica dedicata a San Vittore. Ad ogni modo alla met\u00e0 del secolo XVIII nel centro della Citt\u00e0 si contavano ben quindici chiese ed oratori di Confraternite. Tra la fine di quel secolo e del successivo scomparvero tutti i cinque monasteri e altre sei chiese. Perci\u00f2, mentre di alcuni edifici dedicati al culto sopravvivono solo tracce documentarie o architettoniche, che tuttavia permettono di ricostruirne posizione e struttura, di altri edifici possiamo ancora ammirarne la bellezza.\u00a0 E&#8217; il caso della chiesa dedicata a Sant&#8217;Antonio Abata la quale risulta essere un ampliamento della cappella e dell&#8217;oratorio della confraternita di Sant&#8217;Antonio. L&#8217;attuale edificio \u00e8 stato costruito a partire dal 1593 da Giuseppe Bernascone detto Mancino. Secondo la <em>cronaca <\/em>Adamollo-Grossi, nel 1606 fu innalzata l&#8217;abside della chiesa, nel 1613 fu terminata la facciata e nel 1619 si gettarono le fondamente del campanile. L&#8217;attuale disposizione degli spazi non rispecchia l&#8217;impianto originario che prevedeva una cesura costituita da una balaustra in pietra che separava lo spazio pubblico da quello riservato alla Confraternita. Secondo un documento conservato presso l&#8217;Archivio della Prepositurale, la confraternita di Sant&#8217;Antonio per la decorazione della chiesa ingaggi\u00f2 nel 1749 il pittore Giuseppe Baroffio con l&#8217;incarico di trovare anche il figurista e i maestri di muro. La decorazione a fresco fu terminata nel 1756; al Baroffio si deve il grandioso dipinto architettonico che crea l&#8217;illusione di parapetti, balconate, cupole e colonnati; Giovanni Battista Ronchelli assunto come figurista, affresc\u00f2 la volta della navata. Allo scultore Sessa da Velate \u00e8 attribuita la statua in legno policrono raffigurante Sant&#8217;Antonio. Il bellissimo coro ligneo, composto da quarantuno stalli in noce, fu scolpito da Marco Antonio Bernasconi falegnane e intagliatore. Durante i lavori di adeguamento liturgico compiuti nel 1967, l&#8217;Altare Maggiore venne collocato in una della cappelle laterali divenendo l&#8217;Altare presso il quale custodire le particole consacrate ossia il Santissimo Corpo del Signore Ges\u00f9 Cristo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La presenza del cristianesimo nel varesotto \u00e8 attestata sin dai secoli V-VI mentre per il centro della Citt\u00e0 di Varese dobbiamo attendere il secolo VIII. 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