S. Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe - festa del Signore

Nel rito ambrosiano si celebra in questa domenica la festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, che nel rito romano si ricorda la domenica entro l’ottava di Natale. Si condensa così in una celebrazione festiva la memoria dei silenziosi trent’anni di Nazaret, il mistero dell’immersione del Signore in una famiglia che vive nascosta tra le altre nel borgo sperduto di una terra marginale. Dopo i racconti dell’infanzia, soltanto un evento conosciamo: l’episodio di Gesù dodicenne condotto in pellegrinaggio a Gerusalemme, insediato tra i dottori del Tempio, un avvenimento che sconvolge la vita della piccola famiglia, che scorreva evidentemente su ritmi normali. Nient’altro. Tutto il resto è silenzio. Non occorre lavorare tanto di fantasia (la penna e il pennello di tanti lo hanno fatto, riproducendo momenti e gesti della vita di questa singolare famiglia: Gesù che lavora nella bottega di Giuseppe falegname, Maria che si occupa delle faccende della casa…) per raccogliere il messaggio che ci viene da questo silenzio: il nostro Dio è realmente disceso nella carne della nostra umanità, ha vissuto l’esperienza del crescere e maturare come uomo in una famiglia, ha conosciuto le gioie e le fatiche di questa crescita, ha rispettato le leggi dei rapporti, di obbedienza e insieme di libertà, all’interno di un nucleo familiare in cui certo l’amore era la legge, ma l’amore vero, senza pretesa di possesso, che si offre tutto intero all’altro rispettando dell’altro il mistero irraggiungibile. Una famiglia singolare, unica, quella di Gesù, Maria e Giuseppe, e tuttavia una luce a indicare la direzione al cammino di ogni umana famiglia.   Oggi si ricorda Santa Martina, vergine e martire del III secolo. Nnobile giovane romana, martirizzata nella persecuzione di Alessandro Severo, nonostante fosse stata a lei dedicata nel medioevo una chiesa di Roma, si era quasi persa la memoria. Fu il papa Urbano VIII che, imbattendosi, tra le rovine di un’antica chiesa, nelle reliquie di santa Martina, ne ricercò la storia e volle riproporre la giovinetta come esempio di santità. Egli stesso compose un inno in suo onore, nel quale si accenna alla vita della fanciulla, figlia di un console romano, rimasta orfana ed erede di un ricco patrimonio, ed è tessuto l’elogio della santa nella sua esemplare carità, nella purezza della sua vita, nel coraggio nella confessione della fede. È poi narrato il suo martirio e la sua morte per decapitazione. Urbano VIII, che stava lavorando alla definitiva sistemazione del calendario della Chiesa, istituì il giorno festivo di santa Martina il 30 gennaio e inserì nel Breviario Romano in questo giorno le preghiere a lei dedicate. Il 30 gennaio 1948, muore il Mahatma Gandhi, il profeta della non violenza e dell’amore universale, ucciso, mentre si stava recando alla preghiera della sera, da un giovane indù con tre colpi di pistola. Prima di cadere a terra ferito a morte, invocò il nome di Dio perché perdonasse il suo uccisore. Oggi oltre che Festa della famiglia oggi è anche la Giornata mondiale dei malati di lebbra.

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