Gen.25,19-26;Sal.118(119),89-96;Pr.22,17-19.22-25;Mt.7,1-5 “Non giudicate, per non essere giudicati. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”. (Mt.7,1.3.5). La vista è un grande dono che ci permette di ammirare il creato, le persone e le cose che ci circondano. Abbiamo il potere di guardare con occhi distratti o interessati, benevoli o cattivi, scorgendo così pregi o difetti, il lato bello o brutto di ciò che fissiamo. Sta a noi scegliere, indirizzare il nostro sguardo, educandolo a vedere, ma non a giudicare e condannare. Noi scorgiamo l’esterno, l’intenzione di un’azione è nota solo a Dio che scruta il cuore e le coscienze. Perciò il nostro giudizio è sempre parziale e suscettibile di grossi sbagli. Io posso solo leggere nel mio cuore e nella mia coscienza, sulle mie azioni posso e debbo formulare un giudizio, magari arrivando a vedere le travi che impediscono il mio cammino secondo la legge di Dio. L’impegno a lavorare sui miei difetti non mi lascerà tempo di vedere quelli degli altri, evitando così un ulteriore peccato, quello di giudicare. Preghiamo I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi. Le inavvertenze chi le discerne? Assolvimi dalle colpe che non vedo. Anche dall’orgoglio salva il tuo servo perché su di me non abbia potere. dal Salmo 18(19).

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