At 6,1-7; Sal 32(33); Gv 6, 1-5 «Non è giusto che noi lasciamo da parte la parola di Dio per servire alle mense. Dunque, fratelli, cercate fra voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di sapienza, ai quali affideremo questo incarico». (At 6,2-3) E’ la proposta dei Dodici alla comunità di Gerusalemme nella quale è sorto un problema: alcuni si lamentano perché si sentono trascurati da chi distribuisce il pasto quotidiano ai poveri. Non sappiamo bene come fosse organizzato tale servizio, ma ciò che importa è che i Dodici sentono il dovere di occuparsene: invocare il Padre dicendo «dacci oggi il pane quotidiano » impegna a rispondere concretamente alla fame dei fratelli. I Sette scelti dall’intera comunità e incaricati dai Dodici con un gesto di benedizione, serviranno alle mense. Rispondere ai bisogni degli altri, dare a ciascuno secondo la sua necessità, richiede sapienza e docilità allo Spirito Santo. Illuminante a questo proposito è quanto la Regola di san Benedetto dice del cellerario del monastero: «Sia saggio, abbia il timore di Dio e sia come un padre per tutta la comunità. Porga ai fratelli la razione stabilita senza arroganza e senza indugio, perché nella casa di Dio nessuno sia turbato o triste» (RB 31). Ogni servizio nella comunità deve essere servizio alla comunione e alla gioia. Preghiamo Beato l’uomo che teme il Signore. Spunta nelle tenebre come luce per i giusti, buono, misericordioso e giusto. Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre. (dal Salmo 111) [da: La Parola ogni giorno – LA NOSTRA LETTERA SIETE VOI – Santità ministeriale – Pasqua 2011 – Centro Ambrosiano]

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