Sap 17,1-2.5-7.20-18,1a.3-4; Sal 104; Mc 10,46b-52 "Meritavano di essere privati della luce e imprigionati nelle tenebre / quelli che avevano tenuto chiusi in carcere i tuoi figli, / per mezzo dei quali la luce incorruttibile della legge / doveva essere concessa al mondo". (Sap 17) Gesù dona la vista a un povero cieco mendicante. Ed è per la sua fede che ottiene il miracolo; quella fede che gli fa riconoscere Gesù come ‘figlio di Davide’, come l’erede della promessa fatta da sempre al popolo di un messia inviato da Dio per compiere la salvezza. I miracoli di Gesù servono a mostrare l’attenzione di Gesù verso ogni sofferenza umana, la sua volontà di portare bene e felicità a tutti; d’altra parte non sono semplici prodigi o guarigioni, perchè il loro significato va ben oltre, richiede e incoraggia alla fede in Dio e nell’opera salvifica di Gesù. Il cieco guarito infatti si pone al seguito di Gesù: metafora di ogni essere umano che, portato a riconoscere e a comprendere chi è Gesù, lo segue. Una volta che si crede in Gesù non lo si lascia, pur sapendo che la sua strada non è piana, ma irta di ostacoli e anche di cadute. Preghiamo col Salmo Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza, i suoi eletti con canti di gioia. Ha dato loro le terre delle nazioni e hanno ereditato il frutto della fatica dei popoli, perché osservassero i suoi decreti e custodissero le sue leggi.

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