Martedì della Settimana Autentica Gb 19,1-27b; Sal 118(119),161-168; Tb 5,4-6a;6,1-5.10-13b; Mt 26,1 «La mano di Dio mi ha percosso! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro». (Gb 19,21a.25-27) Giobbe riconosce che tutto il male che gli è piombato addosso viene dal Signore. Si lamenta, cer – ca e chiede spiegazione a Dio. Il perché del do – lore, specie di quello innocente, è la domanda che da sempre si pone l’uomo che soffre. Dio risponde ricordando che non tocca alla creatura indagare sull’agire del Creatore e chiedere chiarimenti. Giobbe comprende la lezione e fa un ulteriore atto di fede e di abbandono: è sicuro che quando il suo corpo malato si sarà dissolto contemplerà il Redentore. Anche Cristo, il solo giusto, durante la passione ha rinnovato il suo totale abbandono alla Volontà di Dio, sino a consegnare il suo spirito nelle mani del Padre che poi glielo ha ridato con la Risur – rezione. Ecco il modo cristiano di vivere prove e dolori. Preghiamo O Padre, liberaci dai mali che ci affliggono a causa dei nostri peccati e donaci la prosperità e la pace per i meriti della Passione del tuo Figlio. (dalla Liturgia)  [da: La Parola ogni giorno – NASCERE DA ACQUA E SPIRITO – Santità battesimale – Quaresima 2011 – Centro Ambrosiano]

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