Gdt 8,2-8; Sal 10; 1Tm 5,3-10; Mt 5, 13-16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli. (Mt 5,16) Gesù ha appena annunciato ai suoi discepoli la beatitudine di quanti lasciano che Dio regni nella loro vita (Mt 5,3-12). Sono proprio loro, invitati a rallegrarsi nel tempo della persecuzione, che ora chiama sale della terra e luce del mondo, lasciandoci intuire che il significato di questi nomi è da cercare nell’unità del discorso. Gesù parla di opere buone: l’opera buona del sale è dare sapore e conservare, quella della lampada è illuminare; forse il paragone della città sul monte inserito fra due immagini di luce allude alla visibilità delle luci di quella città nella notte: l’opera buona consisterebbe allora nell’aiutare ad orientarsi nel buio. E le opere buone dei discepoli? Sono quelle che derivano dall’affidarsi totalmente al Signore: mitezza, fedeltà, misericordia, perdono, gioia nella persecuzione a causa di Gesù, che viste dagli uomini non possono che orientare i loro sguardi al Padre che è nei cieli e indurli a riconoscere il peso che Egli ha nella loro vita. Preghiamo Molti dicono: “Chi ci farà vedere il bene?”. Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto. Hai messo più gioia nel mio cuore di quando abbondano vino e frumento. (dal Salmo 50) [La Parola ogni giorno – Comunione inseparabile con il Signore. Luogo del nostro riposo – Settimane dopo Pentecoste 2010 – Centro Ambrosiano]

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