Martedì della I settimana di Avvento

Ger 1,11-19; Sal 101 (102); Am 1,1-2; 3,1-2; Mt 7,21-29

«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. (…) Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto». (Mt 7, 24.26a)

Diventare uomo saggio o stolto dipende dalla volontà di mettere in pratica quanto udito. La contrapposizione non è tanto sulla capacità di ascolto, quanto sul fare concreto. La conseguenza non è indifferente: è accorgersi che può rimanere in piedi o cadere ciò che si è costruito con tanta… o poca fatica. C’è dunque un ascoltare giusto e un ascoltare sbagliato. L’ascolto è condizione necessaria, ma non sufficiente per mettere in pratica, per agire secondo la Parola che abita il cuore. La differenza tra sapienza e stoltezza si impara avendo nel profondo il desiderio di compiere la volontà del Padre. Pioggia che cade, fiumi che straripano, vento impetuoso sono condizioni della vita, l’uomo non può evitarle! La sapienza, invece, aiuta a comprendere il luogo in cui costruire. Chiediamo il dono di edificare la nostra vita sulle parole di Gesù, sapienza del Padre; chiediamo la grazia di riconoscere e accogliere la pietra di Dio, stabile come la roccia, su cui costruire il futuro.

Preghiamo

Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo di generazione in generazione.
Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà, l’ora è venuta!
Poiché ai tuoi servi sono care le sue pietre
e li muove a pietà la sua polvere.

Dal Salmo 101 (102)

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