Domenica in albis depositis

At 4,8-24a; Sal 117 (118); Col 2,8-15; Gv 20,19-31

Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco. (Gv 20,27)

Tommaso è il nostro rappresentante, ci mostra come credere e fare esperienza viva del kyrios in modo diverso rispetto agli altri apostoli. Mettendo la mano nel fianco di Cristo l’apostolo riconosce l’incarnazione di Gesù, la sua storia e la missione per il regno iniziata dal battesimo di Giovanni (acqua) fino alla croce (sangue), sinteticamente scaturiti dal suo fianco nel dono di sé alla sua morte (acqua e sangue), e avvalendosi, in quel momento, del dono dello Spirito appena donato dal risorto. L’evangelista Giovanni nella sua prima lettera (5,7-8) afferma: «Poichè tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito e l’acqua e il sangue, questi tre sono concordi», essi sono anche simboli della realtà sacramentale (battesimo, cresima ed eucaristia) che la Chiesa celebra per l’azione dello Spirito Santo testimone della verità dell’evento pasquale. Tommaso crede e aumenta la sua fede perché s’incorpora con Cristo, lo conosce, vive una intimità con il suo cuore trafitto, ne fa esperienza concreta toccandone la carne. Il Signore doni anche a noi la medesima esperienza, così da aumentare la fede in lui: ogni volta che celebriamo i sacramenti, avviciniamoci con coraggio e amore, allungando la mano per toccare il risorto che salva.

Preghiamo

Effondi largamente, o Dio, nei nostri cuori
la grazia dei sacramenti pasquali perché
ci renda capaci di accogliere la ricchezza
della vita risorta.

(dalla liturgia)

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