Martedì della IV settimana di Pasqua

At 11,19-26; Sal 86 (87); Gv 6,60-69

Una folla considerevole fu aggiunta al Signore. (At 11,24b)

Questo testo evidenzia l’opera evangelizzatrice che lo Spirito Santo persegue a mezzo dei suoi apostoli. La predicazione è rivolta anche ai pagani e molti si convertono, la venuta e l’apostolato di Barnaba porta una folla considerevole al Signore e, poi, l’attività pastorale di Barnaba e Saulo dà come risultato il nuovo nome di cristiani. Vi è un crescendo nell’opera evangelizzatrice, Barnaba e Saulo «istruirono molta gente», ovvero offrono il primo annuncio della fede e questa perseveranza nella professione di fede e nella coerenza della vita provoca l’attenzione dei pagani, che iniziano a chiamare questi nuovi fedeli con il nuovo nome di cristiani. In effetti, quei pagani, colgono la realtà di ciò che è essenziale nella “nuova religione” che viene annunciata: il rapporto di fede e di amore con la persona di Gesù Cristo. Fa bene ricordare questo anche a noi: dichiararsi cristiani non ha lo scopo di identificare una “categoria sociale”, ma bensì persone che hanno come punto di riferimento la persona di Gesù Cristo, vita, parole e opere, soprattutto la sua Pasqua che sta a fondamento di questa nuova comunità di convocati (Ecclesia). I cristiani, dal battesimo, appartengono a Christòs che per amore si è donato loro.

Preghiamo

Loda il Signore, anima mia,
nella mia vita loderò il Signore.
Finchè avrò vita, canterò al mio Dio.

(Sal 145)

 

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