Venerdì della settimana della XIII Domenica dopo Pentecoste

Esd 10, 9-17; Sal 118 (119); Lc 14, 1a. 7-11

I rimpatriati fecero come si era detto. Furono scelti il sacerdote Esdra e alcuni capi di casato, secondo il loro casato, tutti designati per nome. Essi iniziarono le sedute il primo giorno del decimo mese per esaminare la questione e terminarono con tutti gli uomini che avevano sposato donne straniere il primo giorno del primo mese.  (Esd 10,16-17)

Non è sufficiente essere tornati nella terra promessa perché tutto ritorni come prima e la vita scorra in modo armonioso e fecondo. È necessario del tempo per riparare ai peccati che hanno allontanato dal Signore e determinato l’esilio del popolo. Il tempo della ricostruzione è tempo che necessita pazienza e capacità di affrontare le questioni giorno per giorno, per questo è un tempo promettente e carico di speranza, che fa intuire un futuro nuovo.
La fatica richiesta dal cambiamento è necessaria, ma ciascuno può sopportarla nella misura in cui sa che già questa è un’occasione per vivere in modo più completo e autentico.

Preghiamo

Uno zelo ardente mi consuma,
perché i miei avversari dimenticano le tue parole.
Limpida e pura è la tua promessa
e il tuo servo la ama. 

dal Salmo 118 (119)

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