Sabato della settimana della II Domenica dopo Pentecoste

Lv 16, 2-22. 29-30; Sal 95 (96); Gal 2, 15-21; Gv 10, 14-18

Questa sarà per voi una legge perenne: nel settimo mese, nel decimo giorno del mese, vi umilierete, vi asterrete da qualsiasi lavoro, sia colui che è nativo del paese sia il forestiero che soggiorna in mezzo a voi, poiché in quel giorno si compirà il rito espiatorio per voi, al fine di purificarvi da tutti i vostri peccati. Sarete purificati davanti al Signore». (Lc 16,29-30)

Il giorno dell’espiazione è l’occasione annuale perché tutti i peccati commessi nell’anno vengano espiati. Si tratta di un’occasione solenne, celebrata secondo un rituale specifico, la cui importanza decisiva è segnalata dal fatto che ogni altra attività in quel giorno deve essere sospesa.
La purificazione dai peccati vissuta come una priorità dal popolo di Israele mette in discussione ogni cristiano: la possibilità di iniziare una vita nuova, data dall’incontro con Gesù, è davvero una priorità? Realmente il confronto con lui è accolto come un dono a partire dal quale convertirsi?

Preghiamo

Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.
Maestà e onore sono davanti a lui,
forza e splendore nel suo santuario.

Dal salmo 95 (96)

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