VII giorno dell'ottava del Natale

Mi 5,2-4a; Sal 95 (96); Gal 1,1-5; Lc 2,33-35

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. (Lc 2,33)

Maria e Giuseppe incontrano Simeone, che, spinto dallo Spirito, li accoglie e canta di gioia, perché sa che è giunta la salvezza di Israele, la salvezza tanto attesa da lui come dal popolo d’Israele. Il loro stupore per le sue parole si unisce a quello di coloro che hanno visto Gesù, come i pastori. È uno stupore che li accompagna dall’annuncio della nascita di Gesù. Questo Bambino non è un bambino qualunque, è il Figlio di Dio venuto nel mondo a portare la salvezza a tutti gli uomini. È la luce attesa da tempo, è il compimento delle promesse. La loro fede scopre e riconosce la profondità della sapienza e dell’amore di Dio, tuttavia c’è sempre spazio per la meraviglia di ciò che suscita nel cuore degli uomini la venuta di Gesù. Non sono increduli, ma sono accompagnati a comprendere la grandezza di Dio. «È grande lo stupore per il miracolo di un Amore fatto bambino» (Efrem Siro). In un mondo che sembra dare tutto per scontato, possiamo chiederci cosa davvero in noi suscita stupore.

Preghiamo

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza.

Dal Salmo 95 (96)

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