Giovedì della settimana della I Domenica dopo l'Epifania

Sir 43, 33 – 44, 14; Sal 111 (112); Mc 1, 35-45

Il Signore ha creato ogni cosa e ha dato la sapienza ai suoi fedeli. Facciamo ora l’elogio di uomini illustri, dei padri nostri nelle loro generazioni. Il Signore li ha resi molto gloriosi: la sua grandezza è da sempre.  (Sir 43,33-44,2)

Il sapiente sa rendere gloria al Signore a partire dalle sue opere ed è in grado di riconoscere che tra queste quella più grande è il genere umano. Lo sguardo del sapiente è sempre dotato di misura: esaltare gli esseri umani non significa assolutizzarli, bensì sapere che la loro grandezza deriva dal legame con il Signore, colui che ha donato loro la vita.
Non solo la contemplazione della natura, ma anche la considerazione della storia, alimentata da tante persone, esemplari oppure sconosciute, vicine oppure assai distanti nel tempo e nello spazio, è un esercizio spirituale: educa ciascuno a individuare le tracce del Signore e a prendere esempio per plasmare la propria vita come una risposta a Lui.

Preghiamo

Beato l’uomo che teme il Signore
e nei suoi precetti trova grande gioia.
Potente sulla terra sarà la sua stirpe,
la discendenza degli uomini retti sarà benedetta.

dal Salmo 111 (112)

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