Lunedì della V settimana di Quaresima

Gen 37,2-28; Sal 118 (119),121-128; Pr 28,7-13; Mc 8,27-33

«Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e, dopo tre giorni, risorgere. (Mc 8,29.31)

Gesù interroga, ma non per curiosità, conosce già la risposta. Con le sue domande vuole invece provocare, a far luce, a mettere in evidenza il suo pensiero, chiarendolo così anche a se stesso. E Gesù oggi chiede a ciascuno di noi: «Chi sono io per te?». E attende la nostra personale risposta. Pietro ha risposto bene: «Tu sei il Cristo», dimostrando però subito dopo di non aver afferrato bene il senso di quanto aveva detto. Il Cristo, il Messia, lo identificava come il liberatore, colui che trionfalmente avrebbe dato la libertà a Israele, non poteva perciò soffrire. Secondo Pietro Gesù si sbagliava ad annunciare la sua passione e morte, non sarebbe mai successo. Invece Egli lo respinge come aveva respinto satana nel deserto. Proviamo oggi a rispondere chi è Gesù per noi e magari a leggere qualche pagina del Vangelo per conoscerlo un po’ di più e meglio.

Preghiamo

O Dio, tu sei il nosto Dio.
A te si stringe l’anima nostra:
la tua destra ci sostiene.
Esultiamo di gioia all’ombra delle tue ali.

dal Salmo 62 (63)

 

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