Lunedì della settimana della X Domenica dopo Pentecoste

1Re 3, 16-28; Sal 71 (72); Lc 11, 27-28

Presa la parola, il re disse: «Date alla prima il bimbo vivo; non dovete farlo morire. Quella è sua madre». Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunciata dal re e provarono un profondo rispetto per il re, perché avevano constatato che la sapienza di Dio era in lui per rendere giustizia.  (1Re 3,27-28)

Con uno stratagemma Salomone riesce a risolvere un caso difficile, ristabilendo la giustizia e lasciando che la vera madre possa stare con quel bambino che è suo figlio.
La sapienza di Salomone sorprende tutti, ma è importante soprattutto come viene definita: innanzitutto non si tratta solo di una sua qualità, ma del fatto che tramite la sua persona egli è in grado di dare voce alla sapienza in Dio. Inoltre, quella capacità è messa al servizio di tutti, perché il popolo possa vivere secondo giustizia.
Si tratta di un criterio significativo anche per le valutazioni che ogni giorno si possono dare delle persone: le persone sono autentiche nella misura in cui le loro qualità dipendono dalla capacità di lasciare operare il Signore nella propria vita, mettendole a servizio di tutti.
Un criterio a partire dal quale costruire anche la propria personalità.

Preghiamo

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

dal Salmo 71 (72)

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