Ultima Domenica dopo l'Epifania

Is 54, 5-10; Sal 129 (130); Rm 14, 9-13; Lc 18, 9-14

Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? – dice il tuo Dio –. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti raccoglierò con immenso amore. In un impeto di collera ti ho nascosto per un poco il mio volto; ma con affetto perenne ho avuto pietà di te, dice il tuo redentore, il Signore.  (Is 54,6-8)

Per nessuno il legame con il Signore può essere superficiale, basato solo su formalità o esclusivamente fondato su ragionamenti. Ciò non è possibile, semplicemente perché il Signore per primo si lega a ciascuno in modo totale, lasciando che il suo amore non venga limitato da alcun confine. Un amore il cui orizzonte è privo di ostacoli, tanto da arrivare al perdono, tanto da evitare di arrestarsi davanti al rifiuto.
A fronte di un amore di questo tipo l’unica reazione possibile è quella del coinvolgimento ugualmente profondo, l’apertura del cuore che accetta di essere accolto e lasciarsi perdonare.

Preghiamo

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

dal Salmo 129 (130)

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