Venerdì della III settimana di Avvento

Ger 7,1.21-28; Sal 84 (85); Zc 8,18-23; Mt 17,10-13

«Io vi dico: Elia è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista. (Mt 17,12-13)

Questa frase di Gesù è una risposta a un quesito di Pietro, Giacomo e Giovanni, mentre stanno scendendo dal monte della Trasfigurazione: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?» (Mt 17,10). Per comprenderla occorre risalire al profeta Malachia che aveva scritto: «Io invierò il profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore» (3,23). Di Elia – asceso misteriosamente in cielo – era poi sorta la convinzione che sarebbe ritornato ad annunciare al mondo la venuta del Messia e il giudizio finale. Gesù si proclama qui come Messia e dichiara che il suo Elia/annunziatore è stato Giovanni Battista non interpretato come precursore e quindi condannato al martirio. Anche noi facciamo fatica ad attendere e riconoscere i veri profeti! Oggi siamo invitati a non essere superficiali e ad avere un ascolto delle cose e della vita sempre più sapiente e profondo. Donaci, Signore, sguardo inedito e cuore rinnovato per poter distinguere la tua visita.

Preghiamo

Non tornerai tu a ridarci la vita,
perché in te gioisca il tuo popolo?
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli,
per chi ritorna a lui con fiducia.

Dal Salmo 84 (85)

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